TITOLO
Diocesi di Lugano
Diario di bordo 2008/2009
 
Veglia di preghiera con Mons. Boccardo (12 settembre 2008)

Ci siamo trovati alle 20.30 nella Basilica del Sacro cuore a Lugano. Ad attenderci troviamo un gruppo di giovani con strumenti e voci che ci aiuteranno in questa veglia animata secondo lo stile della comunità di Taizé. Nella processione d'inizio arriva la croce che sarà al centro della nostra serata. Attorno alla Croce esprimiamo la nostra preghiera per preparaci all'anno pastorale che abbiamo davanti e per sostenere Cristina che domani farà la sua consacrazione entrando nell'Ordo Virginum. Pressiede la preghiera Mons. Renato Boccardo, già responsabile delle GmG.
Durante la serata abbiamo anche sentito un'estratto della Novo millenio inneunte di Giovanni Paolo II , che ci ha indicato chiaramente quale è la nostra missione di Cristiani.

"Il dono di santità è offerto a ciascun battezzato. Ma il dono si traduce a sua volta in un compito, che deve governare l'intera esistenza cristiana: "Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione"(1Ts 4,3). È un impegno che non riguarda solo alcuni cristiani: "Tutti i fedeli di qualsiasi stato o grado sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità". Se il battesimo è un vero ingresso nella santità di Dio attraverso l'inserimento in Cristo e l'inabitazione del suo Spirito, sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all'insegna di un'etica minimalista e di una religiosità superficiale. Chiedere a un catecumeno: "Vuoi ricevere il battesimo?" significa al tempo stesso chiedergli: "Vuoi diventare Santo?". Significa porre sulla sua strada il radicalismo del discorso della montagna: "Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste"(Mt 5,48).
Come il concilio stesso ha spiegato, questo ideale di perfezione non va equivocato come se implicasse una sorta di vita straordinaria, praticabile solo da alcuni "geni" della santità. Le vie della santità sono molteplici, e adatte alla vocazione di ciascuno. ... È ora di riproporre a tutti con convinzione questa "misura alta" della vita cristiana ordinaria: tutta la vita delal comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione. È però anche evidente che i percorsi della santità sono personali, ed esigono una vera e propria pedagogia della Santità, che sia capace di adattarsi ai ritmi delle singole persone... (Novo millenio ineunte, nn. 30-31).

Siamo andati avanti nella preghiera fino a comprendere in cosa consiste il gesto che Cristina compirà domani con la sua consacrazione a questo ordine di Laiche consacrate.

"Il vostro amore totale ed esclusivo per Cristo non vi distoglie dall'amore verso tutti gli uomini e le donne, vostri fratelli e sorelle, perchè gli orizzonti della vostra carità - appunto perchè siete del Signore - sono gli orizzonti stessi di Cristo. ... Abbiate un cuore misericordioso e partecipe alle sofferenze dei fratelli. Impegnatevi per la difesa della vita, la promozione della donna, il rispetto della sua libertà e dignità."

In seguito sentiamo la lettura del Vangelo Lc 5, 1-11. Mons. Boccardo commentandolo ci parla di come dev'essersi sentito Simon Pietro, quando Gesù gli ha detto di tornare in mare. Si deve essere sentito importante.. perchè Gesù ha scelto lui. Lui era un pescatore esperto che per tutta la vita non aveva fatto altro. Allora vanno in mare e a un certo punto Gesù dice loro di gettare le reti. Chiaramente il pescatore che è Simon Pietro obietta: "Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla". Cosa è passato per la testa di questo pescatore in quel momento? Si sarà chiesto che fare.. seguire le indicazioni di Gesù e fidarsi.. o fidarsi delle sue conoscenze? La risposta di Pietro è: "Sulla tua parola getterò le reti". E la sua fede viene premiata con il centuplo: "Presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano".

La serata finisce con la preghiera dei fedeli e un momento di adorazione della croce, molto importante e significativo. Coi giovani che attorniano la croce in ginocchio a terra, seguiti da Mons. Boccardo.


Raduno diocesano del Tamaro, consacrazione di Cristina Vonzun(13 settebre 2008)

La giornata si sarebbe dovuta tenere sul Monte Tamaro, ma la pioggia ci ha costretto ad incontrarci alla Chiesa Collegiata di Bellinzona. Oggi èuna giornata speciale, la nostra amica Cristina si consacra nell'ordo Virginum. Iniziamo l'incontro con la testimonianza dei giovani che sono stati alle GmG: ci fanno vedere le loro foto, sentire le loro testimonianze, alternate a dei momenti del discorso di SS. Benedetto XVI alla veglia notturna.

Terminato questo momento entriamo nella solennità della giornata. Cristina ci spiega cosa succederà oggi e la sua madrina di consacrazione, che è consacrata nella diocesi di Milano da 12 anni, ci racconta quella che è la sua esperienza di laica consacrata. Al servizio di Cristo nel mondo. Lei infatti lavora come neuropsichiatra.

Inizia la S. Messa presieduta da Mons. Piergiacomo Grampa. Concelebranti sono Mons. Renato Boccardo e Don Ernesto Storelli, con una nutrita schiera di sacerdoti. Mons. Grampa introduce la liturgia con queste parole: "La Chiesa, popolo di Dio che è a Lugano, vive oggi un'esperienza nuova, ha la gioia di celebrare una festa di particolare novità: la proclamazione pubblica e solenne del'impegno di una laica che con la sua consacrazione dà linfa e credibilità all'ordine delle vergini della nostra Chiesa, a diretta dipendenza dal Vescovo. (...) Un segno di speranza dunque dentro il cumulo dei problemi, dell'indifferenza, delle incomprensioni, che ci invita ad esaminare la nostra vita per chiederci come rispondiamo alla comune vocazione battesimale."

Dopo la proclamazione del Vangelo la testimone consegna una lampada accesa a Cristina. Il Vescovo la chiama per nome e la risposta di Cristina è significativa: "Ecco, Signore, sono pronta a seguirti; nel tuo santo timore, anela a Te il mio spirito e desidera il Tuo volto. Fà, o Dio, che non resti delusa, trattami secondo la Tua clemenza nella misura del tuo immenso amore."

L'omelia del nostro vescovo ci parla della festa dell'esaltazione della Santa Croce. "La croce è il punto che riassume e concentra la storia, in quanto sintesi del dolore del mondo e ricapitolazione dell'Amore di Dio per il mondo. La croce ci dice che la storia, nonostante i suoi dolori, le sue sofferenze, i suoi terrori, è abitata dall'amore, è traboccante di vita perchè la sua storia ospita il sogno e il desiderio di Dio: la salvezza del mondo per mezzo del crocifisso. (...) Ecco perchè i cristiani devono guardare con attaccamento alla Croce che significa rinuncia di sè, sacrificio, oblazione, gratuità, spendersi fino alla morte e che così diviene una critica, una eloquente contestazione di tutto quanto sa di vuota apparenza, di ricerca egoistica ed edonistica, di prevaricazione e di potere. (...) Amiamo la croce, portandola nel cuore, e se anche qualcuno riuscisse a toglierla al nostro sguardo, noi la porteremo sempre nel cuore."
Il Vescovo prosegue nell'omelia parlando della consacrazione di Cristina e del suo significato. "Tu infatti prefigurerai il futuro regno di Dio dove non si prenderà né moglie né marito, e sei quel segno di grande mistero che ha il suo pieno compimento nelle nozze di Cristo con la Chiesa, come era stato annunziato fin dai primordi del genere umano. (...) Sii di nome e di fatto ancella del Signore a imitazione della Madre di Dio. Integra nella fede, salda nella speranza, fervente nella carità. (...) Occupati delle cose del Signore; la tua vita sia nascosta con Cristo in Dio; ti stia a cuore di intercedere incessantemente per la propagazione della fede e per l'unità dei cristiani. Abbi una particolare sollecitudine nella preghiera per gli sposi: ricordati di coloro che, dimenticando l'amore del Padre, si sono allontanati da Lui, perchè egli li salvi nella sua misericordia. (...) Ama tutti e prediligi i poveri; soccorrili secondo le tue forze; cura gli infermi, insegna agli ignoranti; proteggi i fanciulli, aiuta i vecchi, consola le vedove e gli afflitti. Tu che sei vergine per Cristo, diventerai madre nello Spirito, facendo la volontà del Padre, cooperando con amore, perchè tanti figli siano generati o recuperati alla vita di grazia."

Sua Eccellenza chiede allora a Cristina se vuole perseverare nel proposito della santa verginità, se vuole seguire Cristo perchè la sua vita sia una testimonianza di carità e segno visibile del suo Regno e se vuole essere consacrata con solenne rito nuziale a Cristo. Alle tre domane Cris risponde con un : "Sì, lo voglio."

Dopo le litanie dei Santi, durante le quali Cristina è prostrata, il Vescovo pronuncia la preghiera di consacrazione: "(...) Concedi , o Padre, per il dono del tuo Spirito, che sia prudente nella modestia, saggia nella bontà, austera nella dolcezza, casta nella libertà. Fervente nella carità nulla anteponga al tuo amore; viva con lode senza ambire la lode; a te solo dia gloria nella santità del corpo e nella purezza dello spirito;con amore ti tema, per amore ti serva. Sii tu per lei la gioia, l'onore e l'unico volere: sii tu il sollievo nell'afflizione; sii tu il consiglio nell'incertezza; sii tu la difesa nel pericolo, la pazienza nella prova, l'abbondanza nella povertà, il cibo nel digiuno, la medicina nell'infermità. In te, Signore, possieda tutto, poichè ha scelto Te solo al di sopra di tutto."

Cris riceve per mano del Vescovo l'anello e risponde: "Ecco, ora sono unita per sempre nell'amore a Colui che per amore mio, ha dato interamente se stesso." Le viene consegnato il libro della liturgia delle ore perchè la preghiera della Chiesa risuoni senza interruzione dal suo cuore e dalle sue labbra a intecessione per la salvezza del mondo.

La S. Messa si conclude con la preghiera di ringraziamento della vergine testimone e la benedizione solenne.

Come amici dell'Azione Cattolica sosterremo con le nostre preghiere Cristina.

Famiglie in Festa (PF diocesana) (28 settembre 2008)

Bellissima giornata quella voluta da Mons. Piergiacomo Grampa e dalla commissione per la pastorale familiare diocesana. Per mesi dei gruppi di lavoro formati da membri di diversi gruppi famiglia e diversi movimenti si sono trovati per preparare questa riuscitissima giornata.

La giornata ha in programma alle 10 del mattino la conferenza con Angela Zani e Giancarlo Cottini. Conferenza partecipatissima, al punto che non c'erano più posti a sedere. Per i bambini nel contempo c'era la tenda della gioia, ovvero un'equipe di animatori che li aspettava per farli giocare e divertire.

Dopo la conferenza grandi e piccini si sono riuniti per mangiare in piazza. Menu del giorno: maccheroni.

Alle 13.30 è iniziato il pomeriggio di animazione. I diversi gruppi hanno animato diversi spazi chiamati Tende. In ogni tenda era possibile toccare uno degli aspetti dell'educazione. A noi dell'azione cattolica famiglie è toccato il tema: educarsi alla fede in famiglia. Alle 16.30 abbiamo assistito alla santa messa celebrata da sua eccellenza Mons. Piergiacomo Grampa. Moltissime le persone accorse per la giornata.. speriamo che questa giornata possa portare molto frutto e forze nuove per la pastorale familiare.

Serata con Marco Schiavi: testimoni per i nostri figli (17 ottobre )

Come le volte precedenti il ritrovo era fissato alle ore 18.30 per poter avere un momento di incontro informale, condividendo la cena. Purtroppo sono state poche le famiglie che hanno voluto approfittare di questo momento che è stato veramente semplice e bello. Dopo la cena i bambini hanno guardato un cartone animato , controllati da una super-nonna. Noi adulti invece ci siamo recati nella saletta adiacente per sentire l'esposizione di Marco. Il tema non era dei più facili.. cosa passa dei nostri comportamenti ai nostri figli? Essere genitori Cristiani è un aiuto o un handicap?

Non voglio svelarvi troppo in questo diario.. nella pagina download troverete la registrazione.

Incontro con Mons. Piergiacomo Grampa (18 novembre )

Come è consuetudine, da qualche anno a questa parte, Mons. Grampa ci incontra per raccontarci la sua lettera pastorale. Il luogo in cui ci incontriamo è sempre l'angolo d'incontro a Giubiasco.
Le persone presenti sono una cinquantina.
Sua Eccellenza comincia a parlarci del perchè di questo titolo: "Andava di villaggio in villaggio".
Il Vescovo è tenuto a visitare le parrocchie almeno una volta ogni 5 anni. L’ultima visita pastorale nella nostra diocesi è avvenuta 20 anni fa.
 La lettera pastorale è divisa in diverse parti: la prima, parla delle impressioni della visita pastorale nell'anno in cui giunge al termine; la seconda, di S. Paolo, di cui decorre il bimillenario dalla nascita.

Mons. Grampa ci ha parlato soprattutto della prima parte. La visita pastorale è un momento privilegiato di discernimento personale e della comunità cristiana. Richiede uno sguardo a 360°, non solo un vedere, ma un guardare apertamente, senza condizionamenti e limiti. Ma non basta guardare, occorre guardare con lo sguardo di Cristo, giudicare, scegliere e amare come avrebbe fatto Lui. Sono proprio i gusti di Gesù che ci spingono ad andare a fondo in questa attenta osservazione.

Ci spiega il Vescovo che la Chiesa contemporanea poggia su 4 pilastri fondamentali:
1. La Dei verbum: cioè la Parola di Dio nella vita della Chiesa. Che spazio ha la parola di Dio nelle nostre comunità? Come possiamo migliorare l'approfondimento del popolo sulla Parola?
2. Sacrosantum concilio: la costituzione sulla liturgia. La parola annuncia, la liturgia rende presente il mistero che la parola proclama. Richiamo alla liturgia che sia essenziale, ma comunitativa e coinvolgente. L'altare e la Chiesa non devono avere cose che possano distrarci dall'essenziale. Anche i lettori è importante che siano adulti preparati.
3. Lumen gentium: la Chiesa come popolo di Dio che è Luce delle genti. La Chiesa partendo da Cristo. Passando dalla struttura piramidale (preconciliare), a quella circolare della Chiesa di Dio. Actuosa partecipatio dei laici nella liturgia. Laici che con i canti, la preparazione della chiesa, le letture, si sentono attivi. Tutti hanno le proprie competenze. Ad unirli è il Battesimo.
4. Gaudium et spes: i rapporti fra la Chiesa e il mondo contemporaneo.

Per un errore di stampa segnaliamo che le pagine 33-34 vanno lette dopo la pagina 57!

Dopo questa introduzione, Mons. Grampa ci ha parlato del messaggio al popolo di Dio del Sinodo dei Vescovi sulla parola, recentemente conclusosi.

Il messaggio è costruito con 4 immagini che riassumono anche il percorso pastorale:
1. La voce
2. Il volto
3. La casa
4. Le strade

1. La voce: "in principio c'era la parola".... la parola che vince il nulla e crea l'essere. Già in Dio la parola è il primo frutto della vita della trinità divina (Il Verbo). Dio è da sempre, è l'essere amore, l'eterno amore che, eternamente amante, genera l'essere eternamente amato: il figlio. Dalle parola di Dio: sia la luce, è stato creato tutto.

Per quello che riguarda la creazione Scienza e Religione non sono antagonisti. La scienza si interroga sul "come", mentre la religione sul "perchè". L'uomo ha bisogno di entrambe le risposte. La parola di Dio è alla base della natura dell'uomo. Parla di un Dio che non l'ha mai abbandonato.
La visita pastorale vuole essere voce in questo mondo di rumori assordanti, ma inconcludenti, che non danno risposta.

2. Il volto: la parola si è fatta carne. Qui si vede l'importanza della persona nel cristianesimo, dell'incontro personale. Il cristianesimo è comunicazione condivisa con l'altro. " il Tuo volto io cerco Signore, mostrami il tuo volto". Questo è un richiamo alla concretezza.
Attraverso la materia Dio comunica la Sua grazia; nella carne e nel sangue Dio che si dona a noi.
La parola che è diventata libro va letta nel volto di Gesù che dà alla vita un orizzonte nuovo. La parola si comunica attraverso la voce, ma soprattutto attraverso il volto di Cristo.
Niente può sostituire l'esperienza d'amicizia che si concretizza nell'incontro del volto dell'altro.

3. La casa: La parola si comunica attraverso una casa: la Chiesa. (v. At 2.42) Una chiesa che vive la coidonia e ascolta l'insegnamento degli apostoli che è kerigma (Cristo crocifisso, morto e risorto).Questo l'annuncio della fede cristiana che è coinvolgente e assieme sconvolgente.
Come accostamento alla parola abbiamo la mistagogia (catechesi legata ai sacramenti e ai misteri liturgici): lo vediamo ora, nel nuovo lezionario Ambrosiano. Sant'Ambrogio ha voluto la scoperta mistagogica delle letture.
La parola è anche preghiera: "Salmi, inni e cantici spirituali a Dio" (S. Paolo). Questo lo vediamo nella liturgia delle ore.
L'accostamento alla parola è anche Lectio Divina: Lectio, meditatio, oratio, contemplatio e Actio.
" Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." (Mt 7,21). Dobbiamo dare testimonianza specifica del nostro impatto col mondo. La parola ha bisogno di una voce, di un volto, una casa e di una strada.

4. La strada: che faccia correre la Parola. "Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all`orecchio predicatelo sui tetti." (Mt 10,27). Dobbiamo parlare, far correre la parola di Dio sulle strade, con le parabole.
La parola sta alla porta e bussa --> se la parola di Dio non entra in famiglia rischia di non entrare nell'anima e nella coscienza dei nostri ragazzi. La voce poi non sia stridula, stonata, gridata, smelensa o sgraziata, ma viva, vera, sincera e semplice.
Il volto della Parola che è Gesù, abbia il volto del fratello. La Chiesa sia costruita sulla roccia e non sulla sabbia di emozioni e capricci. È importante che la strada venga preparata (v. richiami di Giovanni il Battista).
Portiamo per queste strade la parola che è salvezza, in questo mondo che pensa di non averne bisogno perchè è lieto dei suoi rumori.


 

 


Incontro con Don Willy Volonté: San Paolo parla alla famiglia (23 novembre 2008)
a breve potrete leggere il resoconto della giornata! Passate fra qualche giorno! Buon Natale!!!
Bancarella ACT (6 dicembre 2008)
Come lo scorso anno è stata allestita la bancarella ACT di fianco alla coop City, in via Nassa a Lugano. Diversi amici di AC hanno preparato qualcosa da vendere per poter sostenere l'associazione: calze per i doni, candele, biscotti, bocce, biglietti di Natale e cannoncini! Lo scopo principale non era comunque quello di guadagnare soldi, ma quello di farci conoscere dai passanti. Abbiamo distribuito molte coppie del numero di spighe di dicembre, pieno di belle suggestioni natalizie per grandi e piccini.
Veglia di avvento (7 dicembre 2008)

La veglia ha avuto luogo a Claro ed è stata guidata da Don Gregorio Maliszewski. Il tema dell'adorazione lo potete trovare nella pagina download. In parallelo si sono trovati i bambini che hanno sentito una bella storia raccontata da Maria Elena. La storia di un pastorello che ha perso la mamma e ha ricevuto in dono dal padre un agnellino. Questo agnellino diventa per lui come un fratello. Una notte accade un fatto straordinario e gli angeli avvertono i pastori della nascita di Gesù. Tutti corrono a vedere. Il fanciullo entra nellla stalla e vede il bambino nella mangiatoia.. allora capendo che ha freddo decide di regalargli il suo agnellino. In pratica dona a Gesù un pezzo del suo cuore.

I nostri bambini allora sono stati aiutati a costruire un agnello con la lana vera delle pecore di Mary e Giorgio.. in seguito siamo stati in chiesa a deporle davanti al tabernacolo e abbiamo cantato assieme e terminato con una preghiera.

Dopo la preghiera ci siamo recati all'asilo vecchio dove Gaby e Wilma ci hanno deliziato con una merenda a 5 stelle (comete).

Lavoretti natalizi per bambini (8 dicembre 2008)

ore 14.15 è l'orario del ritrovo per l'inizio dei lavori.. e la casa è vuota! Che sarà successo? Squilla il telefono e ci sono i primi dispersi.. recuperati i primi ecco che chiamano i secondi. Dopo varie peripezie ecco che ci siamo tutti e possiamo iniziare. Il gruppo dei ragazzi è nutrito anche se dobbiamo contare qualche defezione dovuta al cambio di data. I lavoretti erano previsti inizialmente il 30 novembre, ma abbiamo dovuto rimandare a causa della neve.

I ragazzi delle elementari e medie scendono nello scantinato per dedicarsi alla paziente arte del découpage.. i più piccoli restano in sala e si sbizzarriscono fra cera, tempere, colori e colla. Tutti si sono impegnati a fondo e hanno realizzato delle vere opere d'arte.. che speriamo presto di potervi mostrare nella galleria fotografica.

Dopo il duro lavoro è giunto il momento della merenda preparata dai genitori che ci hanno accompagnato per tutto il pomeriggio. È stato un momento bello e ben riuscito. Grazie a tutti quelli che hanno voluto essere dei nostri!

Insieme a chi ha il cuore ferito (20 gennaio 2009)

A questo primo incontro hanno partecipato 24 persone. Considerato il tema delicato e la poca attrattiva, questa presenza è discretamente incoraggiante, come sottolinea don Storelli nella sua introduzione. Malgrado il fatto che la difficoltà della vita di coppia si presenti con la stessa insistenza nel tempo,e anche la stessa delusione, non deve indurre ad un atteggiamento rinunciatario, continua don Storelli. Fondamentalmente il magistero non cambia, però, nel frattempo, si è formata una mentalità ecclesiale meno rigida, più evangelica. In questo contesto inseriamo questa lettera di Monsignor Dionigi Tettamazi. Non è il primo a trattare questo tema, anche il nostro Vescovo Monsignor Grampa, lo ha affrontato, ma il Cardinale Tettamazi lo fa in modo diverso, senza riferimenti alle norme. Si rivolge ai separati e divorziati come un padre, un maestro, un amico a cui stanno a cuore quei figli che si sentono esclusi dalla comunità: “....mi piacerebbe introdurmi nelle vostre case...voglio sedere accanto a voi per un dialogo...domando anche che il dialogo possa continuare nel tempo...
Dopo queste osservazioni ci separiamo in tre grupetti, ognuno del quale si concentra su un aspetto della prima parte della lettera. L'intento di suddividerci in piccoli gruppi è quello di permettere a tutti di esprimere delle opinioni e di concentrare la discussione su un aspetto  preciso. I temi vengono volutamente proposti sotto forma interrogativa e un po' provocatoria:

  • la Chiesa ci ha dimenticati?    pag 2-6
  • si poteva evitarlo?                      pag 7-9
  • colpevoli e/o innocenti?           pag 10-12

 

Sintesi della discussione nel 1 gruppo

Cosa si intende quando si parla di Chiesa? Con il Concilio Vaticano II si torna alle origini e  si ribadisce che la Chiesa è il popolo di Dio.
La Chiesa è cambiata: capisce di più le persone e le famiglie, c'è una maggiore vicinanza del clero. La Chiesa come magistero è più aperta e tutti, sperimentando una maggiore vicinanza, si sentono arricchiti da questa esperienza.

Sintesi della discussione nel 2 gruppo

Il gruppo parte dall'interrogativo se si poteva evitare la separazione. La risposta nella maggior parte dei casi è si, tuttaviva bisogna interrogarsi sul come, sulle modalità da applicare per  salvare l'unione. Spesso si evidenzia che i due coniugi non si mettono nella stessa disponibiltà, per cui solo uno dei due finisce per subire la situazione negativa. Questo conduce a situazioni esasperanti con conseguenze gravi come per esempio una malattia o una sudditanza piscologia.
Per mantenere saldo il rapporto nel tempo non basta una preparazione della coppia ma anche della persona perché ognuno porta nella sua coppia l'educazione ricevuta in famiglia e non sempre questa è positiva.
La formazione della coppia è importantissima fin dall'inizio per avere una partenza  solida. Bisogna imparare a dirsi quello che ci si aspetta dall'altro, quali sono i punti in comune, le motivazioni di fondo, conoscersi veramente e poi evolvere insieme. Dopo il matrimonio il cammino non è compiuto ma ci si deve continuamente interrogare sul significato di un   matrimonio cristiano, anche perché le risposte arrivano con i problemi, cammin facendo.
Un aspetto evidenziato nel gruppo di discussione è la solitudine  nella quale le coppie si trovano spesso di fronte a problemi e per questo motivo è importantissimo continuare un cammino di formazione anche dopo il matrimonio.

Sintesi della discussione nel 3 gruppo

La domanda non è piaciuta molto, in quanto suggerisce molti luoghi comuni. Entrambi i coniugi sono responsabili e quindi colpevoli, tuttavia i sentimenti di colpevolezza sono più forti nelle persone sensibili.
Si nota come la divisione della coppia è anche il risultato di aver compiuto dei cammini diversi.
Il gruppo si è anche interrogato se risposarsi sia una colpa e quale conseguenza hanno i figli che vengono divisi.
Tuttavia osservano come la frase del Cardinale a pag 11: “E se anche avete da portare in ogni celebrazione eucaristica solo la vostra fatica a capire e a perdonare, in realtà avete già un grande tesoro da offrire,insieme a Cristo, nel memoriale della sua Croce: l'umile abbandono della vostra povertà.” offra una grande speranza. Il gruppo si interroga se questa offerta della sofferenza sia paragonabile alla comunione stessa. Don Storelli risponde che è piuttosto paragonabile all'offertorio.

03.12.08 G.Tomamichel