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Raduno al monte Tamaro (15 settembre 2007)
Il raduno del Monte Tamaro viene organizzato ogni anno dalla pastorale giovanile e da tre anni a questa parte anche noi famiglie di Azione Cattolica ci uniamo a loro in questo pellegrinaggio, almeno per quello che riguarda il pic-nic all'Alpe Foppa e la messa ai piedi della statua della Madonna che è stata donata in occasione della visita del Pontefice. Quest'anno i più temerari sono partiti a piedi alle 8 dal monte Ceneri, e hanno fatto il percorso aiutandosi con delle tappe di riflessione. In cima hanno poi trovato ad attenderli dei sacerdoti con cui hanno potuto confessarsi. A mezzogiorno abbiamo ascoltato Claudia e Luca che ci hanno raccontato la loro testimonianza su come hanno vissuto a Loreto l'incontro con il Santo Padre, loro che facevano parte della delegazione Ticinese. In seguito la preghiera dell'Angelus.
A seguire il pic-nic, un bel momento distensivo che ci ha portati fino alla celbrazione della Santa Messa in cui il nostro Vescovo, Mons. Pier Giacomo Grampa, ha dato il mandato a Pascal, un giovane che passerà il prossimo anno in una missione con dei bambini come servizio civile. Una bella testimonianza di fede e vita.
Al termine della messa l'invito a voler sostenere finanziariamente, se possibile, i giovani che intendono partecipare alla giornata mondiale della gioventù di Sydney! Il costo è veramente alto! Se avete possibilità fate delle offerte sul conto
65-182098-5 intestato alla Pastorale giovanile Diocesana, Casella Postale 138, via Lucino 79, 6932 Breganzona
scrivendo il motivo del versamento.
Grazie di cuore
Assemblea diocesana (6 ottobre 2007)
Ritrovo ore 13.30 nella sala dell'oratorio S. Antonio di Locarno per l'assemblea ordinaria. Ad accoglierci le note di un'arpa celtica. Al primo momento ammetto che fa strano, ma poi invita ad entrare in un clima di incontro e di meditazione anche in questa giornata che a me non trasmette nulla di spirituale dal programma. Si legge infatti: Nomina del presidente del giorno, approvazione del verbale, relazione del presidente, relazione responsabili, relazione finanze e rapporto revisori. Approvazione bilancio, ecc. Il mio pensiero: ma che ci sono venuta a fare? Che cosa c'entra tutto questo con l'attività pastorale e con il vangelo?
L'assemblea inizia con Rina Ceppi che ci introduce Tatiana Pedrotti Romerio, una ragazza che suona l'arpa celtica e ci introduce così invitandoci alla preghiera che è anche musica, a seguire Don Rolando con una preghiera del giorno.
Prende poi la parola il nostro presidentissimo Luigi Maffezzoli che per la nomina del presidente del giorno propone Marco Balerna, già sindaco di Locarno (che è la città che ci ospita), ma non solo. Marco e Dafne sono infatti stati per anni una delle coppie instancabili che hanno guidato la nostra azione cattolica famiglie e da subito si sente che gli stiamo ancora a cuore. La relazione del presidente è incentrata sulla grande responsabilità formativa dell'AC nei confronti della società, anche a livello politico. L'AC non si schiera politicamente con nessuno, ma forma le coscienze.
E io qui comincio a capire che ci sono venuta a fare oggi... a riflettere e a capire...
Poi è il momento di Gaby che ci fa il suo rendiconto dell'anno del settore adulti, un settore che ha vissuto un annata non entusiasmante in quanto a partecipanti e che ha dovuto perciò rinunciare a proporre alcune attività. Da qui ne nasce una discussione interessante da parte dei convenuti e si vede l'esigenza di adattare gli orari alle persone più anziane che vorrebbero ma non possono partecipare. Propongono di organizzare anche una sorta di rete di trasporti. Ce la faremo?
A seguire la relazione di Lara, per il settore famiglie, qui l'analisi dell'anno passato parla di molte attività, ma della difficoltà di creare un gruppo vivo che interagisca al di fuori di queste, che viva AC! Anche a seguito di questo intervento sono state diverse le prese di posizione da parte dell'assemblea.
Per finire è stato il momento di Chantal, vicepresidente dell'associazione e responsabile del settore giovani, che ha portato una rosa per ricordarci l'importanza della contemplazione e del saper guardare alle cose belle. Chantal con Don Rolando ci hanno poi invitato a voler guardare nella lettera pastorale in cui il vescovo dà mandato all'AC di operare e chiede ai sacerdoti di collaborare e rendersi disponibili per la concretizzazione di questi impegni (pg. 90).
E vaiiiiii!!!!!!
Dopo questa parte ricca di spunti siamo passati alla lettura dei conti e alla loro approvazione, alla merenda e per finire tutti alla Santa Messa.
L'amore è esigente e la civiltà dell'amore, ritiro di un giorno (28.10.2007)
La cornice è sempre quella accogliente del liceo diocesano di Lucino, in quel di Breganzona. Il ritrovo è fissato per le 9.30, ma come sempre le famiglie faticano ad essere puntuali. E allora adagio adagio, ognuno con i suoi ritmi ce la facciamo. I bimbi vengono affidati ai nostri animatori Michele, Monica e Emma che sotto l'attenta guida di Maria Elena oggi li guideranno alla scoperta della santità! Noi grandi invece cominciamo la giornata con le lodi mattutine. Don Willy comincia la sua riflessione in cappella, illustrandoci quello che è stato il "restauro" fatto dai seminaristi. Il tutto ben si addice al primo capitolo che affronteremo che è quello della civiltà dell'amore.Nell'idea di costruire questa realtà dell'amore abbiamo parlato di cose molto concrete e attuali, come l'educazione dei figli. Abbiamo parlato di come educare è correggere. Dare un senso alle cose è amare e fare il bene. La vera carità è che si dica la verità sulle cose. Seguendo questo discorso Don Willy ci ha fatto anche riflettere sul fatto che l'amore non è un sentimento spontaneo. Amare costa fatica! Ti voglio bene e se fai il male ti correggo! L'educazione del bambino comincia già nell'utero materno. Questi sono solo alcuni spunti di ciò di cui don Willy ci ha parlato, per poter approfondire meglio vi rimando alla sezione download, lì troverete la registrazione dell'incontro e i fogli che don Willy ci ha distribuito.
Terminata la relazione del mattino ci siamo ricongiunti ai nostri figli per un pranzo di condivisione. Qui c'è stato il tempo per chiacchierare del più e del meno, per giocare e per ridere. Il pomeriggio, al contrario delle altre volte, visto che c'era molta carne da mettere al fuoco, abbiamo deciso di dedicarlo ancora all'ascolto. Don Willy l'ha dedicato questa volta al capitolo dell'amore esigente.
Al termine di questa riflessione, dopo uno spazio dedicato alle domande ci ha raggiunti il nostro assistente Don Carmelo. Un attimo di pausa in cui ci hanno raggiunto i bambini e poi ci siamo riuniti tutti in chiesa per la Santa Messa. Al termine dell'omelia i nostri figli ci hanno fatto vedere un cartellone in cui ci hanno spiegato che tutti noi siamo chiamati a diventare santi, santi che non stanno fermi ma si muovono: che hanno mani per donare, piedi per muoversi verso gli altri, ginocchia per pregare, un cuore per amare...
Non posso che concludere questa pagina di Diario ringraziando tutti coloro che hanno voluto partecipare! Grazie di cuore perchè tutti voi siete stati indispensabili per la riuscita di questa giornata, ogni sorriso ci voleva, ogni pensiero, ogni mano tesa! Grazie di cuore.
Una nota particolare: oggi la piccola Linda Milani ha festeggiato il suo primo compleanno con noi! Auguri piccoletta!
Per educare i nostri figli bisogna conoscerli: anche questo è amare! (23.11.2007)
Ritrovo ore 18.30 ca all'angolo d'incontro a Giubiasco per un bel pic-nic in allegria. Si, avete letto bene! Un pic-nic di sera e in novembre... solo a noi poteva venire un'idea tanto strampalata! Idea che però ha trovato un discreto numero di seguaci e così in una trentina ci siamo ritrovati a cenare in attesa del dessert! Per i nostri bambini era in programma il pigiama-film mentre gli adulti hanno avuto la bella esperienza della conferenza-dialogo con Marco Schiavi. Lui è uno psichiatra dell'infanzia e dell'adolescenza e detto così la cosa fa paura.. ma è anche papà di Edward e di Lorenz, sposo di Annamaria e da qualche tempo anche nostro amico e cammina con noi in AC! Insomma, è uno dei nostri e ci ha aiutato un sacco a comprendere un pochino meglio quali sono le fasi dello sviluppo di crescita dei nostri figli. Una frase di Marco mi è rimasta impressa.. a dire il vero non è sua, ma ce l'ha riferita lui per cui per me è come se lo fosse.. Non dobbiamo essere mamme perfette, ma sufficentemente brave.. cioè non dobbiamo essere una sorta di supereroi, ma dobbiamo essere i genitori giusti per i nostri figli.. con pregi e difetti.. in crescita e ricerca, se ho ben capito. Comunque se siete curiosi di sapere e ascoltare nella sezione download del sito potete sentire o risentire tutto e trovate anche la presentazione che ci ha mandato Marco (che ringrazio di vero cuore!). Dopo questo momento siamo usciti e abbiamo ritrovato i nostri figli nella sala in cui aveva nevicato.. ebbene si! Non era stato un miracolo! Solo pop-corn.. e siamo tornati nella nostra dimensione di genitori che puliscono... eheheh! Alla prossima!!!
Da segnalare una cosa bellissima, hanno partecipato in gran numero le famiglie della parrocchia di Giubiasco e Don Angelo! A loro il nostro grazie per la partecipazione e per l'accoglienza!!!
Lavoretti di natale coi bambini (25.11.2007)
Altra esperienza assolutamente nuova per noi, dopo giorni passati a vagliare mille cose possibili ci siamo assestati a quattro lavoretti fattibili.. i grandi (dalle elementari) faranno i biglietti di natale con l'arte del Décupage, mentre i piccoli faranno degli addobbi per l'albero appiccicando grani vari su delle forme pretagliate, prepareranno un presepe-vetrina e faranno una candela. C' è voluta molta energia per preparare tutto il materiale, ma per le 14.30 siamo pronti.. i bambini sono 16, non tutti faranno i lavoretti, ma vi assicuro che la casa è decisamente viva :D, l'entusiasmo è alle stelle! I più piccoli cominciano con il presepe e se ne vedono di tutti i colori.. decisamente! Chi colora la stella cometa viola e chi l'asino e il bue li fa blu.. chi decide che nel suo presepe ci farà stare un'esubero di asini e buoi... vabbè.. anche questa è arte! Tutti sono presissimi e danno il massimo! Dopo aver colorato portano il foglio a Laura e Daniele che lo passano col l'Olio e lo ritagliano in modo da dargli la trasparenza che servirà quando sarà attaccato sul vetro e vorremo vederlo di notte. Loro intanto con scioltezza passano al lavoro successivo. Mano alla colla e si preparano a fare gli addobbi per l'albero. Di fronte a loro, che hanno dai 3 ai 5 anni, ci sono delle vaschette contenenti pastina, riso, mais, grani di caffè, orzo, lenticchie rosa, ecc. con queste dovranno decorare i loro addobbi. E anche qui escono degli autentici capolavori. In contemporanea, all'altro tavolo, abbiamo i grandi (Nicola, Aurora, Chiara e Matteo) che con Manuel stanno producendo dei bellissimi biglietti di natale. Alcuni di questi verranno poi venduti il primo dicembre alla bancarella dell'ACT! Manuel è serissimo nell'impartire le istruzioni. Si fa perfino aiutare da Emilio suo cognato, che è architetto, per tagliare diritti i biglietti.. ce la faranno??? Venite alla bancarella e vedrete i risultati!!! Per il lavoro finale i due gruppi si riuniscono. Chi non ha mai desiderato di fare una candela? Ora il sogno è realizzato! Grazie al suggerimento di Lisi ci proviamo anche noi! La candela prodotta avrà però come unico scopo di fare da "catapolvora" ovvero da sopramobile! I bambini si sono impegnati alla grande e il risultato è stato appagante.. tutti si sono impegnati e hanno dato il massimo. La cosa era cosi strutturata. Perline in centro tavola. Le donne distribuivano bicchieri e candeline da mettere al centro, poi i bambini sotto la supervisione e l'aiuto perlopiù femminile provvedevano a collocare le perline attorno alla candela, fatto questo si recavano in cucina dove c'era il reparto uomo! In questo settore gli uomini stavano colando la cera da poi mettere nel bicchiere, questo passava all'uomo due che lo raffreddava e vi scriveva il nome. In seguito il bicchiere veniva tolto e il bambino tornava festoso dalla donna a far vedere il risultato :D! Al termine abbiamo fatto tutti la merenda ed è presto giunta l'ora del rientro a casa. Grazie di cuore a tutti quelli che sono venuti, è stato veramente un bel pomeriggio.. che dite, facciamo il bis per pasqua????
Bancarella Natalizia ACT (1.12. 2007)
Perchè inserire nel diario di bordo un'attività che non fa parte del calendario di AC? Questa in fondo era solo una piccola iniziativa volta ad incontrare la gente e a raccogliere un po' di fondi... Eppure è stata una bella esperienza. Sono arrivata solo alle 10, in tempo per vedere la bancarella già "arredata", piena delle bellissime corone d'avvento preparate da Rina, Maria, Wilma e altre Signore con alcuni ragazzi. In totale 8 donne e 5 bambini. A Rina brillano gli occhi quando mi dice che la bancarella è cominciata lì a Quinto, quando con collaborazione e amicizia si sono costruiti questi autentici capolavori. Da materiale povero sono nate delle corone veramente belle che fanno venire la voglia di raccogliersi attorno a una tavola. E la gente comincia ad accostarsi ad acquistare. È l'occasione per due parole, per regalare loro "Spighe", il nostro mensile. Da mamma mi accosto a questa rivista e questo mese per me è particolamente accattivante perchè contiene tutto uno speciale dedicato al natale per i bambini, e allora cerco di fare questo regalo ad altre famiglie che passano da lì. Alcuni accettano il dono con un sorriso, altri rifiutano quasi impauriti. Ma non importa, non dobbiamo stancarci di proporre il Signore.
Ragazzi che freddo!!! Fortuna che Rina è organizzatissima e ha anche pensato al te! Non so che gusto abbia.. direi un intruglio strano di erbe.. ma anche questo è l'occasione per scabiare due chiacchiere con un ex-giovane di AC di un decennio fa! E poi è la volta di una famiglia di Parma la cui bambina è attratta dai biglietti che hanno fatto i bambini delle famiglie in occasione del pomeriggio dei lavoretti... anche loro accettano volentieri Spighe e una lezione di decupage!
E ora è giunta la fine del mio turno e giunge il cambio con un alcuni amici che sono passati a trovarci. L'esperienza è stata bella, e le "Spighe" seminate molte!!!!!!
Veglia di avvento ACAF a Curio (8.12.2007)
A Curio? Ma dov'è Curio??? Ma non ce l'avevano un altro posto? Certo che sono strambi bene questi di Azione Cattolica!!! Scià che guardo dove si trova Curio: www.viamichelin.it ... aaaaaahhhhhh! No, non è così fuori, si può fare! Sono poi solo 4 km da Caslano! In fondo non ci vuole poi molto a spostarci in questa nostra piccola diocesi e chissà cosa ci aspetta. Allora partiamo, convinti della scelta, alle 15 comincerà la veglia sappiamo che i bambini avranno un momento per loro, per cui si divertiranno. Sapere questo per noi genitori è importante, ci permette di vivere serenamente i momenti di preghiera o di incontro. Arrivati a Curio abbiamo un piccolo problema logistico. Un bellissimo cartello ci indica il posteggio e si trova proprio davanti alla chiesa, ma la strada è decisamente trooooppo stretta :S! E come si fa?? Si lascia la macchina davanti alla chiesa e al cartello con scritto divieto di parcheggio. Ma credo che oggi nessuno dirà niente, Curio è vestita a festa, oggi c'è infatti anche il mercatino di natale e il concerto dei bambini.
Andiamo alla sala dell'oratorio dove troviamo Wilma già pronta per accogliere i bambini, oggi sarà lei a prendersi cura di loro, ha raccontato loro una bella storia di una ghirlanda che ai nostri figli è piaciuta molto. Talmente tanto che la più piccola si è voluta portare a casa la ghirlanda che per tutto il periodo natalizio ha adornato la nostra casa. Un promemoria costante a quella storia e a questa amicizia.
Noi grandi siamo andati in chiesa e abbiamo avuto un momento di adorazione. Seguendo la proposta di Giovanni il Battista, tramite testi e preghiere ci sono stati dati dei suggerimenti molto concreti per preparaci al natale accogliendo Gesù nella nostra vita imparando a convertire il nostro cuore non solo a parole, ma con atti concreti.
Potete pregare anche voi con il testo completo dell'adorazione cliccando qui!
Al termine dell'adorazione ci siamo poi spostati anche noi nella saletta dell'oratorio dove abbiamo trovato uno spuntino preparato da Wilma e Maria veramente eccezionale!! Grazieeeee!!!!! Siete insuperabili! In seguito chi ha voluto è andato per le vie del paese a vedere il mercatino natalizio dove abbiamo trovato alcuni dei giovani di ACG alla bancarella dei giovani che stanno raccogliendo i fondi necessari per andare a Sydney in Australia per il prossimo incontro dei giovani con il Papa.
Primo incontro sulla santità (7.01.2008)
Non eravamo molti al primo incontro sulla santità. Questo cammino ha come scopo l'approfondimento della tematica, ma anche e soprattutto quello di creare fra di noi quel senso di gruppo, di appartenenza che dobbiamo ancora cementare. Don Carmelo ci ha introdotti in questa tematica dicendoci che noi siamo già santi, che la santità ci è stata donata con il battesimo e che come prima cosa dobbiamo riconoscere questo dono. La santità non è un cammino fatto di rinunce, ma un dono ricevuto da Dio! Una volta presa coscienza di questo fatto ci rendiamo conto che questa può sopravvivere solo se viviamo in stretto contatto con colui che ci ha fatto il dono.
Ne è conseguenza che il coltivare in noi questa santità si trasformerà in atti pratici e in stile di vita proprio dei santi.
Per cui non è nell'imitazione di questi santi che dobbiamo cimentarci, ma nel mantenere vivo il rapporto col Padre. Sarà questo Amore a cambiare il nostro modo di vivere.
La continuazione è prevista per lunedì 18 febbraio 2008, sempre alle ore 20.15, sempre all'Angolo d'incontro di Giubiasco.
Siete tutti invitati a vivere questo cammino di fede e di amicizia!!!
Serata con sua Eccellenza Mons. Piergiacomo Grampa (28.01.2008)
Il tema della serata doveva essere la discussione della lettera pastorale che sua Eccellenza ha scritto per questo anno. Il titolo della lettera è "Figlio, perchè ci hai fatto questo?". Sua eccellenza ha pensato di entrare nel tema dell'educazione leggendo e commentando la lettera che il papa ha scritto alla Diocesi di Roma sull'educazione. Uno scritto molto bello che ripercorre anche quelli che sono i contenuti della nostra lettera pastorale. Nella sezione download trovate lo scritto del Pontefice.
Preghiera perenne (31.01.2008)
Come ogni anno in questa data la nostra associazione si riunisce per pregare secondo le intenzioni della chiesa. A guidare questa preghiera è stato Don Massimo Gaia nella chiesa parrocchiale di Giubiasco.
Ritiro di un giorno con Don Willy Volonté: onora il padre e la madre e l'educazione (17.02.2008)
È stato anche questo un incontro che ci ha dato la possibilità di riflettere molto. Non eravamo in molti a causa della concomitanza con l'incontro di Pastorale Familiare. Abbiamo dato seguito alla lettura della "Lettera alle famiglie" di Papa Giovanni Paolo II, incontrando il capitolo dal tema "onora il padre e la madre" che si è legato a quello sull'educazione che seguiva. Don Willy ha ripreso il concetto di civiltà dell'amore che mette in luce il bisogno di Verità. Occorre imparare a chiamare di nuovo le cose con il loro nome corretto e occorre anche un rispetto in questo senso. Parlando del fatto di onorare il padre e la madre si è detto che onorare vuol dire "riconoscere ciò che l'altro è per me". In questo senso si può tranquillamente dire che non solo i figli devono onorare i genitori, ma che anche i genitori devono onorare i figli e fare il possibile per far si che arrivino al buon destino che per loro è preparato. Partendo poi da questo onorarsi a vicenda e da questo bisogno di verità abbiamo poi parlato dell'educazione e del fatto che educare non è mettere un figlio al mondo, ma è crescerlo. Dedicargli attenzione. Essere dei bravi e onesti lavoratori non vuol dire essere dei bravi genitori perchè il bene materiale che ne deriva non è educare. Se siete interessati trovate nella sezione download gli appunti e i files mp3 dell'incontro.
Secondo incontro sulla santità (18.02.2008)
È sempre l'Angolo d'Incontro a Giubiasco il luogo in cui ci siamo trovati per la seconda "puntata" del cammino sulla Santità. Il relatore di questa serata, che ha riunito una cinquantina di persone, è Don Massimo Gaia, il nostro assistente generale. Un compito arduo il suo, quello di spiegarci che l'essere Santi vuol dire essere vicini al Santo per eccellenza che è Gesù. Per cui occorre ripartire da Lui per comprendere cosa voglia dire tutto ciò. Ma per capire Gesù occorre partire dalla Trinità. Con questa introduzione ha dato il via alla serata che aveva come tema: Dio è amore, chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.
Praticamente Dio, che è amore, ci fa una proposta comunicandoci il suo amore e a noi sta di dargli la risposta. Questo rispondere a Dio Santo è santità.
Don Massimo ha cercato allora di spiegarci come è formata la Trinità e come sia radicale questo amarsi delle tre persone che si fondono in una perchè si svuotano completamente per donarsi all'altra. Dio è eternamente felice perchè vive in questo totale scambio d'Amore.
Ma allora se era eternamente felice come stava, perchè ha creato tutto? Per poter comunicare questa bella esperienza d'Amore a qualcun altro. Così nasce il disegno Divino. Quando il primo giorno crea la luce vuol dire che nel nulla si manifesta la Luce di Dio, lascia uscire se stesso, il suo Amore.
Chi sta nell'amore di Dio dimora in Lui... Dio ci fa una proposta, quello di divenire simili a Lui nel modo di Amare. E ci comunica questo desiderio tramite l'avvento di Gesù che viene in mezzo a noi come Luce nel mondo. La sua proposta è quella di amarci come Lui ci ha amati. Questa proposta ci lascia la libertà di aderire o rifiutare. Qui sta la sfida: non voler essere amati secondo il nostro desiderio, ma amare come Lui ci ha amati.
Dio dimora in Lui... L'amore scende come la pioggia e irriga e fa germogliare la terra, poi evapora e torna a Lui... come si dice nel canto "Ogni mia parola" che abbiamo cantato.
La libera proposta di Dio, che è perfetta, richiede una libera risposta nostra che, purtroppo, spesso non è perfetta. L'unica cosa su cui possiamo dubitare è la qualità della nostra risposta. Dobbiamo lavorare molto su questo per migliorarci. Amarci gli uni gli altri è la piena risposta all'amore che Dio ci ha dato.
Terzo incontro sulla santità (3.03.2008)
Il relatore della terza puntata è nuovamente Don Carmelo Andreatta che ci richiama subito alla mente il fatto che la Santità è la presenza del Santo, per cui dobbiamo spalancare il nostro cuore, la mente, la casa e tutto quanto alla sua presenza. La Chiesa ha i depositi della fede che ci avvicinano a Dio, uno di questi depositi è LA PAROLA.
Il tema della serata è perciò: LA PAROLA DI CRISTO VIA ALLA SANTITÀ
Donca introduce la serata dicendoci che Dio vuole che noi facciamo l'esperienza della sua presenza in mezzo a noi. Gli sposati ad esempio vivono una grazia particolare, propria del sacramento del matrimonio, che richiama la loro vita a un compito particolare: siate santi come io sono Santo. In pratica sono chiamati ad essere riflesso della Trinità. Per far questo occorre una conversione continua del cuore. Se noi tendiamo sempre di più a questa coscienza di santità nella nostra vita può avere delle conseguenze straordinarie. Praticamente non scegli il tuo coniuge, ma scegli Dio (sapendo che è Lui che ci sceglie per primi). Dobbiamo stare però attenti a non fare molte cose per Dio, ma con poco Dio. Questo capita se cerchi te stesso invece di Dio. Il nostro compito e la nostra gioia è far vivere il Santo in noi e in mezzo a noi. Questa è una proposta che dobbiamo accettare liberamente.
La parola di Dio vissuta è un modo per rendere presente Cristo in mezzo a noi. Questa parola è un avvenimento, è l'avvento di una persona. Il verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
La Sacra Scrittura è linguaggio umano del quale Dio si è rivestito per farsi presente in mezzo a noi. È un involucro capace di far risuonare Dio stesso. Il figlio di Dio si è vestito della nostra carne per farsi comprendere ed ha accettato di parlare con noi. Vedi "Dei Verbum" al nro 12 e al nro 21. La Chiesa ha sempre considerato la conoscenza delle scritture come conoscenza di Dio stesso. Le scritture fanno risuonare la voce dello Spirito Santo. Nella parola di Dio è insita tanta efficacia e potenza da essere sostegno della chiesa e dei suoi figli. La parola illumina la mente, corrobora la volontà e accende il cuore all'amore di Dio. Occorre leggere queste parole e far loro fare il viaggio dalla mente al cuore e via fino alle braccia.
Donca ci espone poi quali sono i frutti della Parola, per coloro che la vivono. La parola di Dio, quando entra in un'anima che la raccoglie, si attiva e fa vedere i diversi lati di questa parola. Come un diamante che viene attraversato dal sole e ne illumina ora questa ora quella faccia.
1. La parola fa vivere
2. La parola rende liberi
3. La parola garantisce la felicità
4. La parola di Dio converte
5. La parola purifica
6. La parola fa fiorire chiamate particolari
7. La parola di Dio porta il frutto dell'incomprensione del mondo: L'odio del mondo frutta la santità del discepolo. La sua vita è agire secondo Cristo. La testimonianza genera amore o incomprensione.
8. La parola di Dio fa riconoscere la verità
9. La parola di Dio porta conforto
10. La parola di Dio fa portare gioia
11. La parola di Dio trasforma la comunità
12. La parola di Dio produce opere
13. La parola di Dio dona sapienza perchè è sapienza
14. La parola ci preserva dalle preoccupazioni umane
15. La parola tutto ottiene
16. La parola suscita l'unione con Dio
17. La parola dona la speranza della vita eterna
18. La parola ci fa una cosa sola fra noi
19. La parola opera un mutamento di mentalità
20. Vivere la parola provoca un anticipo del Paradiso dentro di noi
Il sistema preventivo di Don Bosco con Marco Schiavi (14 marzo 2008)
Anche questa volta ci siamo trovati alle 18.30 per mangiare un pic-nic assieme. Anche questa volta è stata buona la partecipazione, tanti volti amici e da subito c'è stato un bel clima di accoglienza. Verso le 19.30 abbiamo cominciato il nostro incontro con Marco, durato il tempo di un film.... quello che nell'altro locale i nostri figli stavano vedendo con Elena, la nostra super animatrice-baby-sitter. L'incontro di oggi era dedicato al sistema preventivo di Don Bosco. Secondo questo sistema se tu vigili dovresti prevenire i comportamenti devianti. Lo scopo della sorveglianza è quello di dire: guarda che io ci tengo a ciò che ho detto, che è importante, non per beccare l'errore. Nella sezione download potete trovare la registrazione dell'incontro.
Quarto incontro sulla santità (1.04.2008)
Relatore di questo quarto incontro è l'assistente dei Giovani Don Rolando Leo. Con una bella presentazione PPS ci fa leggere il brano biblico dei Discepoli di Emmaus. Ognuno di noi legge una frase, che poi accostata alle immagini prende nuovo significato. Con questa modalità incomincia il nostro incontro che avrà per tema " L'amore verso il prossimo".
Dall'incontro dei Discepoli di Emmaus vengono messe alcune cose in rilievo: Gesù entra nei discorsi dei discepoli senza preavviso e loro non lo riconoscono. Solo con gli occhi della fede (dono dello Spirito Santo) lo riconoscono. Gesù spiega loro le scritture e così apre loro la mente mentre "nel frattempo il loro cuore arde d'amore". Quando, allo spezzare del pane, lo riconoscono nasce in loro immediato il desiderio di raccontarlo. Ecco, vivere l'amore per i fratelli è l'annunciare la buona notizia attraverso il nostro modo di essere. Dobbiamo annunciare maggiormente il senso della vita, del disegno e della vita eterna. La fede di Emmaus nasce durante un cammino. Un cammino che è anche spirituale, che combatte il senso di vuoto che avevano i discepoli dopo la morte di Gesù. Un camm
ino in terra straniera, che ci riporta verso casa. I due di Emmaus partono dalla di-missione (tristezza) per giungere alla missione. Prima tutto era privo di senso, ora invece rinascono e rincominciano la relazione e l'annuncio. Questo annuncio è la nuova creazione. un nuovo annuncio, un nuovo amore per i fratelli.
Ama Dio e ama il prossimo tuo come te stesso - Nel volto dell'altro facciamo esperienza del risorto. È il forestiero che divnta portatore di novità.
Appena lo riconoscono Lui scompare alla loro vista, ma sono inviati. Gesù non è possesso di nessuno, ma è di tutti. " Aiutaci a cercarti Signore e a cercarti anche dopo che ti ho trovato". Non vado alla Santa Messa perchè sono migliore degli altri, ma per migliorare. In questo cammino di ricerca del risorto nell'esperienza di tutti i giorni noi facciamo esperienza di Lui. È l'Eucaristia che fa la Chiesa, è la Chiesa che viene alimentata dall'Eucaristia. Con questa consapevolezza diciamo: Resta con noi Signore.
L'incontro termina con un breve momento conviviale.
Testimoniare la vita, week-end formativo per famiglie alla Montanina (dal 4 al 6.04.2008)
Il week-end parte con la cena. Ci troviamo tutti nell'accogliente Montanina di Camperio per un pic-nic iniziale dopo la distribuzione delle camere. Dopo cena mettiamo a letto i bimbi e alle 21.00 siamo pronti per la sfida del secolo: Mariti contro Mogli. Il conduttore della Serata è Manuel e guida le due squadre ai vari giochi: rompicapi e domande sul ticino e i ticinesi, momenti di improvvisazione teatrale e difficili collocazioni geografiche (ma voi l'avreste riconosciuta la famiglia del kazikistan, vicino a quella dell'uzbekistan?!?!). Le donne vincono in primi confronti e vanno in fuga, ma ben preso ecco che tra le buste prese compare un - 3 punti che consegna la vittoria agli uomini al photofinish! Finisce così la prima serata densa di molte risate che ha creato fra noi un bel clima di famiglia. Tutti sono contenti, anche se le mogli sono pronte a dare battaglia l'anno prossimo. Giunge il momento di andare a nanna, il sabato sarà un momento denso con la presenza del relatore: Don Angelo Ruspini che ci parlerà di come Testimoniare la vita in famiglia.
Sabato mattina ci svegliamo presto e prepariamo la colazione, in attesa dell'arrivo di Don Angelo e delle famiglie mancanti. Come arriva il Don alle 9.00 cominciamo con le lodi seguiti dalla celebrazione della Santa Messa. Ora si che siamo pronti per cominciare! Per quello che riguarda le bellissime relazioni di don Angelo potete sentirle nella sezione download del sito.
Nel pomeriggio ci raggiunge anche Don Christian che fa le veci del nostro assistente Diocesano Don Carmelo. La presenza di Don Christian si rivela da subito molto preziosa. Avere un sacerdote a disposizione particolarmente per colloqui e confessioni è una vera grazia per tutti noi.
Nel contempo Don Angelo si posta dal discorso sulla copia all'educazione dei figli che tiene sempre conto del disegno per il quale sono stati creati e che su questo si basa.
Dopo una giornata veramente intensa ecco ceniamo per poi mettere a letto i bimbi, alle 21 ci aspetta una vera sfida per noi genitori spesso stanchi. Iniziamo l'adorazione Eucaristica su un testo di Don Renzo Bonetti, una bella meditazione sul Padre nostro. Dopo questo momento guidato l'adorazione prosegue silenziosa, con la possibilità di avere colloqui o confessarsi. Si protrae fino alle 00.30 e stanchi, ma molto più sereni e ritemprati andiamo a nanna.
Domenica mattina alle ore 8.30 suona la sveglia con la canzone di Jovanotti "A te". Adagio adagio emergiamo dai letti e ci mettiamo in moto per la colazione, poi lodi e giunge rapido il momento dell'assemblea in cui mettiamo in comune le nostre difficoltà di essere genitori e le nostre perplessità. Il dialogo è fluido e bello, molto costruttivo. Le parole di Don Angelo ci hanno aperto il cuore e ci hanno fatto riflettere a fondo. Dopo questo momento andiamo in chiesa per la S. Messa conclusiva a cui partecipano con gioia anche i bambini: cantano e rispondono al sacerdote. In questi giorni hanno avuto un loro mini-ritiro in cui, con giochi e lavoretti, hanno scoperto cosa vuol dire condividere. Per la S. Messa ci preparano il mimo del vangelo del giorno. Un mimo semplice, ma che ci dice il grande lavoro di questi nostri piccoli che crescono forti della fede.
Con il pranzo terminiamo questo bel week-end, con la tentazione di dire: Signore com'è bello, non andiamo via! Sono stati due giorni in cui ognuno si è messo in gioco e ha collaborato, chi aiutando in cucina, chi suonando, chi ascoltando l'altro, chi riordinando e chi guardando i bambini. Tutti al lavoro per crescere sempre di più nella fede e nella famiglia. Pronti a tornare alle nostre case e alle nostre comunità per testimoniare agli altri la gioia del Risorto.
Seconda serata con Mon. Pier Giacomo Grampa sull'educazione (7.04.2008)
Giubiasco, Angolo d'Incontro. La sala è gremita di gente che è accorsa per sentire il Pastore della nostra diocesi sul tema dell'educazione. Una serata molto ricca di spunti, in cui Mons. Grampa ci fa un'analisi del momento attuale rileggendo la storia. Un discorso molto realista, ma che ci apre alla speranza. Dopo la serata c'è stato un momento conviviale in questo momento è stato anche possibile acquistare i libretti pubblicati dalla nostra AC diocesana.
Giornata diocesana dei bambini (1.05.2008)
Scuole elementari di Castione alle ore 9.30 arrivano un sacco di bambini festosi accompagnati da catechisti, genitori, sacerdoti. Una fiumana chiassosa che viene accolta da Giusy ed Elena, le responsabili della giornata. Oltre a loro, fuori troviamo uno stranissimo personaggio che gioca con loro, Manuel. Adagio adagio entrano nella palestra e si accomodano, sul palco Manuel e Luca li guidano per l'accoglienza che ripercorre il tema della giornata: CAMMINANDO INSIEME...
I nostri due amici ci mostrano come camminando si possano incontrare diverse persone con vari talenti e così si può giocare assieme, divertirsi, condividere e costruire.
Alle 11 è il momento della Santa Messa celebrata da Don Rolando Leo. In questa eucarestia scopriamo delle parole chiave per il nostro cammino che sono riprodotte su dei cartelli stradali: AIUTARSI, UNIRSI, RALLEGRARSI, PREGARE, CONDIVIDERE, ACCETTARSI. Dopo l'omelia, quando il cartello UNIRSI viene messo sulla strada Don Rolando invita i bambini di seconda elementare, che l'anno prossimo faranno la prima comunione, ad accostarsi all'altare e a voler posare un fiore di carta nell'acqua. Segno di unione alla Chiesa, ma anche segno del loro volersi aprire all'altro come questi fiori si aprono a contatto con l'acqua. Durante l'offertorio è il momento di CONDIVIDERE: all'altare vengono portati i regali per le missioni che i bambini hanno portato da casa in aiuto a Infanzia Missionaria. Al termine della S. Messa tutti fuori per il pic-nic.
Al pomeriggio, coi gruppi già fatti, inizia un pomeriggio di gioco alla scoperta delle PAROLE conosciute durante la S. Messa del mattino. A ogni parola corisponde un'attività: e allora ecco che con RALLEGRARSI: impariamo il canto della giornata che invita a camminare incontro al Signore. Con PREGARE viene fatto un bracialetto intrecciato con due colori, uno è Cristo e l'altro siamo noi che siamo intrecciati e uniti dalla preghiera. Tutte le attività danno un risultato visibile alla fine della merenda: con le mani che abbiamo ricalcato e ritagliato ecco il sole verso il quale ci muoviamo. Gli omini che abbiamo pescato ora sono lì, sulla strada coi cartelli, tutti in cammino, a due a due, verso il sole. Con il puzzle abbiamo ricreato il titolo ed ecco che anche un bell'arcobaleno compare.
In questo momento arriva Mons. Grampa a cui viene spiegato il senso di ciò che ha davanti e che vuole salutarci tutti. Al termine del suo saluto gli facciamo un regalo: 350 bambini e 100 adulti che cantano e danzano assieme quanto è bello camminare incontro al Signore.
La giornata è già finita e si ritorna a casa con la consapevolezza di aver continuato un cammino, di essere parte della Chiesa, e che il nostro obiettivo è Cristo.
Quinto incontro sulla santità (5.05.2008)
Continua il nostro cammino mensile, non siamo molti ad ascoltare Don Carmelo, ma siamo felici di esserci. Don Carmelo ci rende noto il tema della serata: SIATE SANTI COME LUI È SANTO.
Ci ricorda che la Santità è lo spazio da lasciare a Gesù nella nostra vita, nella nostra persona. Ci richiama alla fedeltà al cammino in modo da riuscire a far sempre più spazio a Lui. Il nostro cammino è alla scoperta di Dio amore e la nostra vita di fede dev'essere sempre una risposta all'amore di Dio. Non siamo chiamati a fare una miriade di cose e neppure a seguire mille regole: dobbiamo solo rispondere all'amore di Dio. Se amiamo Dio, faremo di conseguenza tutto ciò che lo fa felice: la sua volontà.
Questa volontà si esprime attraverso la Parola che poi diventa carne nella nostra storia. "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato". L'amore per i fratelli è un modo grande per incontraci con Lui: "Ogni cosa che avete fatto al più piccolo, l'avete fatta a me".
Dalla "Novo Millenio ineunte" ci viene poi rivelata la nostra missione: essere comunione d'amore nella quale si esprime Cristo. Siamo chiamati a vivere a fondo il comandamento dell'amore. Non dobbiamo far tanti programmi, ma rendere la chiesa comunione viva d'amore. In questo modo si risponde alle attese profonde del mondo.
Concretamente: prima di programmare iniziative concrete dobbiamo promuovere una spiritualità di comunione in cui si costruiscono famiglia e spiritualità. Dobbiamo far scattare in noi la coscienza che ciò che ci forma è vedere la trinità rapportata fra di noi.
Per cui dobbiamo: 1) sentire il fratello come uno che mi appartiene 2)Essere capaci di vedere ciò che c'è di positivo nell'altro 3) Far spazio al fratello e camminare assieme senza competitività.
SENZA QUESTO TUTTE LE NOSTRE STRUTTURE SAREBBERO APPARATI SENZ'ANIMA,MASCHERE SENZA COMUNIONE (Par. 43 novi millenio ineunte).
Fare questo sarebbe essere sul cammino di santità: Signore aiutami a realizzare ciò che sono in Te!
Abbiamo così scoperto quale è la chiave di volta della nostra vita: Gesù crocifisso e abbandonato.
Comprendiamo che il maggior momento di dolore di Gesù è nel grido: Mio Dio, mio Dio perchè mi hai abbandonato? In quel momento Gesù non solo ha provato su di sè tutti i dolori del mondo, ma vive anche il distacco dalla realtà che lo faceva sussistere: il Padre.
Chiara Lubich, che è recentemente scomparsa, quando acquista questa consapevolezza decide di amare l'abbandonato, il non amato, in tutti i dolori dell'umanità. Se in quel momento Gesù si è sentito abbandonato, io gli vorrò bene!
Nessun dolore è al di fuori delle sofferenze che Gesù ha preso su di sè. In ogni sofferenza c'è Gesù abbandonato e crocifisso che cerca l' Amore.
Essere Cristiani è accettare di morire con Cristo per risorgere con Lui, in ogni tappa della nostra vita. Ogni dolore e e ogni croce trova in Cristo crocifisso la sua risposta. Dio è come una madre al cappezzale di un figlio sofferente: impotente, ma presente!
Dobbiamo ravvisare il volto di Cristo sofferente in ogni nostro dolore, nel dolore che Lui ha preso su di sè.
Gesù ha salvato l'umanità nel silenzio della croce. Ha rimesso l'unità fra Dio e gli uomini e fra gli uomini stessi.
San Francesco abbraccia un lebroso vedendo in lui Cristo. Madre Teresa di Calcutta sente l'urlo dei poveri e li abbraccia nei loro bisogni, nel loro dolore.
Abbracciare significa tentare di accogliere, di vivere, questo dolore dandogli il volto di Cristo.
È però importante non restare nel dolore compiangendosi, ma ricominciare SUBITO ad amare. Infatti subito Gesù dice: Nelle tue mani affido il mio spirito. L'anima non si chiude in se stessa, ma ama, donandosi.
Non dobbiamo morire, ma risorgere: essere doni totali e gratuiti. Il dolore si trasforma in amore e acquista senso. Dio ci ha creati per la libertà e la gioia infinita. Così l'incontro col crocifisso diventa la strada verso al risurrezione. Questa è la chiave di volta della nostra vita per vivere cristianamente.
Dopo questo momento c'è stato un momento di domande e poi un attimo di convivialità.
Assemblea diocesana elettiva (31.05.2008)
Il grande giorno dell'assemblea diocesana è giunto e ci siamo ritrovati alle 13.45 nella sala del cittadella, nuova sede del nostro segretariato. Tante le persone accorse, di ogni età, dai bimbi agli anziani. Iniziamo con una preghiera diretta dal nostro Vescovo che ci ha raggiunti brevemente per lasciarci il suo messaggio, che vuole essere un rilancio per la SUA associazione. Sua Eccellenza ci dà delle direttive precise su quella che deve essere la nostra missione in diocesi nel triennio a venire. La cura delle famiglie giovani, molto a rischio in questa società moderna. La necessità di creare delle reti di famiglie che si sostengano a livello parrocchiale e zonale. Poi ancora, il far fronte all'emergenza educativa con la formazione di animatori. Il prendersi a cuore i giovani. Prima della partenza il Vescovo riceve per mano del presidente la tessera n.1 di Aderente.
L'assemblea inizia con la votazione per il presidente del giorno. Luigi propone Cristina Vonzun, ex-responsabile di ACG al tempo del rilancio voluto dal Vescovo Eugenio, che viene accolta da un'applauso. Dopo le formalità la parola ritorna al presidentissimo uscente Luigi Maffezzoli, che ci fa una bella analisi di quello che è stato il lavoro in AC nel passato triennio. Luigi ci parla di questa nostra AC come di un cammino di santità per la chiesa locale e ringrazia il Vescovo per la sua vicinanza. Ci espone quali caratteristiche deve possedere l'AC che vogliamo vivere: dev'essere simpatica e interessante, che non chiede nulla per sè. Capace di abbandonare luoghi comuni o le abitudini di una pastorale stanca, ripetitiva e senza fantasia, per proporre delle iniziative che rispondono alle domande profonde dell'uomo e della donna del nostro tempo. Dobbiamo essere testimoni di una laicità cristiana aperta, dialogica e positiva. Capace di creare legami e ponti. Dobbiamo essere laici coerenti nella società e nella Chiesa. Nella vita sociale e in quella associativa. Aderire ad AC è il modo che abbiamo per testimoniare la nostra appartenenza, rinnovando al Signore il nostro "si" alla chiamata di servirlo, da laici, in questa Chiesa.
In seguito abbiamo la gioia di accogliere fra di noi Alberto Melzi, dell'AC di Milano. Alberto parte dal discorso che Papa Ratzinger ha recentemente fatto all'azione cattolica italiana e mondiale. In piazza S. Pietro, per l'occasione, sono stati esposti i volti di tutti i santi, i beati, i servi di Dio provenienti da AC. Il Papa ci invita a prendere esempio da loro per fare della nostra vita un autentico capolavoro di santità.
In linea con questo ci dà poi alcune note importanti per il responsabile di AC:
- Si al SIGNORE prima che al prete
- Servire e non ESSERE SERVITI
- PAZIENTARE OPEROSAMENTE
- lo SGUARDO su tutto e in tutto (una sana curiosità)
- Competenza, auto/formazione, studio/lettura
- Lasciare BUTTARE ALL'ARIA i nostri progetti
- Scelta personale al di là degli altri/amici
- PENSARE la pastorale
- Discernere l"oggi di Dio" interpretare i segni della storia
- Accogliere i "SEMI" di ciascuno e di tutti
Partendo da questo ci dice poi come vivere AC, che è un luogo dove le persone sono legate da una comune passione per la Chiesa e il mondo e che cercano di vivere il vangelo con fedeltà. Concludendo ci parla dell'ACR e dell'importanza che i ragazzi siano seguiti e abbiano un cammino in cui appassionarsi. La responsabilità di questo settore è in mano agli adulti perchè possono stabilire con le famiglie un rapporto privilegiato.
Dopo questo momento introduttivo è il momento di approvare i conti d'esercizio e poi si passa alla votazione. I candidati sono 15 per i giovani e 15 per gli adulti. Su proposta di Luigi Maffezzoli la maggioranza dell'assemblea decide di fare un'elezione tacita, tutti coloro che si sono candidati saranno eletti.
A questo punto viene chiusa l'assemblea e tutti fanno merenda, in attesa della Santa Messa che conclude la giornata!
Sesto incontro sulla santità (2.06.2008)
Come ormai d'abitudine l'incontro si svolge all'Angolo d'Incontro a Giubiasco. La partecipazione è buona per questo ultimo incontro annuale del cammino. Introduciamo la serata con un breve momento di preghiera che ci richiama al vivere l'amore autentico. Il relatore di questa serata è Don Michele Capurso, parroco di Quinto. Dopo un'invocazione allo Spirito Santo ci introduce al tema della serata: La comune vocazione alla santità.
Ci richiama alla mente il fatto che la santità un dono che riceviamo nel battesimo; come un piccolo germe che poi dobbiamo sviluppare con l'ascolto della parola, l'Eucaristia e gli altri sacramenti. Sono il dono dello Spirito e la nostra adesione che faranno sviluppare la santità in noi. Tutti siamo chiamati alla perfezione (v. Lumen Gentium cfr. 40). In cosa consiste la perfezione cristiana? Essere perfetti è essere ascetici e avere dei carismi particolari oppure è vivere l'Amore?
Per essere santi occorre essere concreti. La santità è vivere il battesimo. Santità è attuare nella perfezione della carità nel nostro stato particolare di consacrati, come di coniugati o di single. La persona più vicina a Dio è quella che vede la verità nella concretezza del bisogno umano. (v. Madre Teresa di Calcutta). I cristiani sono chiamati a manifestare la loro santità in tutto il loro operare. Infatti con la sua venuta Cristo ha santificato tutto della vita umana e così ogni opera umana, dal cucinare a lavorare, è occasione per manifestare la carità. Ogni giorno dobbiamo rendere Cristo presente in ciò che facciamo e in ciò che abitiamo.
Dove è Cristo? Se lo amiamo facciamo esperienza della Trinità.
Dio ci chiama continuamente, in ogni situazione. Anche nell'aridità della sofferenza dobbiamo affidarci a Lui. Ogni cosa che abbiamo è nel contempo dono e compito. Dobbiamo educarci alla cosapevolezza che Dio è in me e mi parla nella parola, nei sacramenti e nell'incontro coi fratelli. Anche nella fatica è con me e trasforma il male in bene.
Dobbiamo rispondere a Lui in ogni situazione e vivere la Sua presenza in maniera consapevole. È importante sentirsi amati e scoprirsi come dono di Dio. Imparare ad assaporare la vita che diventa dialogo con Lui, preghiera diffusa e atto d'amore continuato. Ogni esperienza diventa così cooperazione alla creazione del suo regno. Tutti diveniamo fratelli nella Chiesa, il corpo di Cristo. E come un corpo è formato da tanti organi che fra di loro sono ben strutturati e in armonia, così l'amore di Dio ci rende tutti funzionali. Tutti siamo responsabili di questo corpo che è la Chiesa per cui dobbiamo investire in questo tutte le energie che abbiamo: fisiche, sessuali, intellettive e spirituali. Se operiamo in Cristo diventiamo migliori e trasformati in Lui. Così l'uomo nuovo diventa anche santificatore. Gesù promuove tutta la persona, non solo l'anima.
Per molti purtroppo la religione rimane sullo sfondo della vita, come qualcosa a cui ricorrere solo quando le cose non vanno bene, mentre nel quotidiano se ne dimenticano. Anche in questi casi dobbiamo tenere presente che Dio ama comunque. Chiedersi cosa si perde in un comportamento similie visto che è Lui il nostro più grande bene. Lui è la felicità vera che è il nostro destino.
Essere santi non è essere mistici, questo è un dono. Un dono di cui non dobbiamo essere invidiosi, poichè è dato a pochi per il beneficio di molti. Prendiamo l'esempio della apparizioni della Madonna. Lei è una madre premurosa che come tale non può che richiamarci alla sequela di Cristo che è il nostro bene. Ricordiamoci anche che chi ha maggiormente ricevuto deve maggiormente dare.
Dobbiamo trasformarci un uomini nuovi e affidarci a Lui, permettendogli la nostra trasformazione. Diventiamo così partecipi della vita divina (grazia santificante). Non si tratta solo di essere, ma anche di agire attraverso le tre virtù teologali (che sono presenti solo nella religione cristiana): FEDE, SPERANZA E CARITÀ.
La fede è Dio che ci partecipa di se stesso e ci adegua a Lui. Lo SS entra i noi e ci dà gli strumenti. È luce di conoscenza che non contrasta la ragione e ci lascia il libero arbitrio.
La speranza è il desiderio Arduo che ci viene da Dio.
La carità un riflesso in noi del dono dello SS, che ci rende capaci di amare come Dio stesso. La carità porta a compimento fede e speranza. Carità che si incarna nell'etica, sostiene le virtù umane che sono le virtù cardinali. Queste danno alla carità un corpo e un volto (onestà, fedeltà, riconoscenza, coraggio, amicizia, audacia, ecc. ).
I doni dello Spirito ci aiutano a sviluppare le virtù teologali che servono per la santificazione personale. Diversi da questi sono i carismi che invece servono per la santificazione del prossimo.
La decisione del cristiano di orientarsi a queste cose è detta intenzione fondamentale: il voler bene, l'amare. Sono cose da sviluppare. Dalle tre virtù teologali nasce l'obbendienza ai comandamenti, dall'egoismo nasce invece la malvagità.
La Santità è camminare secondo lo SS; è importante stabilire un dialogo con le singole persone della trinità. S. Bernardo parlava della natura divina della trinità come di un trifoglio, che è formato da tre foglie che si incarnano una nell'altra.
Lo SS fa riconoscere Gesù come Signore. Pregate lo SS, perchè lo SS è l'amore, il Pd sa già quello che volete. Lo SS ci introduce all'amore e ci fa conoscere Gesù. Ci unisce e lo forma in noi. Quando preghiamo ci dà delle grazie attuali. Dio suscita in noi (che poi liberamente scegliamo se adeguarci) il volere e l'operare secondo i suoi disegni. È come una madre presente nel cammino del figlio che muove i suoi primi passi traballanti: ci aiuta e ci sostiene nel nostro cammino.
Dobbiamo cooperare con lo SS con umità, docilità e fiducia.
UMILTÀ: consapevolezza che senza di Lui niente è nell'uomo
DOCILITÀ: Solo lui conosce i desideri del Padre
FIDUCIA:confidare in una riserva infinita di energia
La vita cristiana è relazione personale con Cristo, dobbiamo accettare il suo atteggiamento e aderire a Lui. Non dobbiamo solo accettare l'insegnamento, ma Cristo stesso. Condividere con lui la vita, agire come ha agito Lui col Padre, anche nella sofferenza. Dobbiamo amare Dio indipendentemente da tutto, offrendo anche il dolore che è fonte di maturazione. Il senso della vita è amare Dio per poterlo godere eternamente.
Gesù ci chiede di amare, ma è impossibile se noi non lo accogliamo in noi! Possiamo accoglierlo e configurarci in Lui tramite la Parola e i sacramenti, in particolare battesimo ed Eucaristia. L'incontro col Cristo che si dona a noi e ci rende partecipi. Ci rinnova e ci fa fare sempre più esperienza di comunione con Lui e con i fratelli. Imparare che non si va a messa perchè siamo obbligati, ma perchè amo Dio e voglio incontrarmi con Lui.
Nell'elevazione dell'ostia viene offerta tutta la creazione, tutto è santo. Nell'elevazione del calice offriamo tutti noi stessi: il dolore, le gioie, le difficoltà. Quando prendiamo l'ostia, non è come mangiare che noi assumiamo il cibo e lo trasformiamo. Bensì lui ci accoglie in sè e ci trasforma. Veniamo trasfigurati ad immagine di Cristo, come in uno specchio. La Santità è mostrare l'amore stesso che è Dio. Non dobbiamo copiare Gesù, ma pensare a come si comporterebbe Lui nella nostra situazione.
Dobbiamo pregare per entrare in dialogo con Lui, in questo modo impariamo a perdonare, riconoscendo anche la nostra imperfezione. Dobbiamo essere solidali. Dobbiamo testimoniare Cristo con la serenità che viene da Dio anche nelle difficoltà.
Tenere presente che il primo nostro prossimo siamo noi stessi, poi viene la famiglia e i vicini, in seguito dobbiamo uscire
verso gli altri. Non devi mai venire meno alla tua missione di famiglia.
Gesù diventa una vita al Padre che è la nostra meta. Il Padre veglia perchè tutto possa concorrere al bene dei suoi figli. Dobbiamo accettarci come un germoglio nelle mani di Dio. Tutto questo è santità!
Dopo la relazione ci sono state alcune domande sul senso del perdono fino alla confessione che richiama un cammino, un confronto e ti ingenera un pentimento. È pedagogica. Un atto di umiltà che ti predispone alla grazia.
La serata è finita con un momento di amicizia. Grazie Don Michele!
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