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Pellegrinaggio di inizio anno al monastero di Claro (3 settembre 2006)
L’annuale pellegrinaggio mariano dell’ACT del 3 settembre scorso ha avuto come meta il Monastero benedettino di Claro, appena rimesso a nuovo dopo gli importanti restauri. Questo luogo di preghiera e di raccoglimento – ancor prima della fondazione del cenobio benedettino, avvenuta nel 1490 – era visitato da pellegrini e bisognosi in cerca di grazie. Con il desiderio di affidare le nostre vite e il cammino di quest’anno alla Madonna, siamo partiti da Claro salendo attraverso i castagni, immergendoci anche nei segni del sacro sparsi nel territorio, come le due cappelle, il quadro che ricorda il duplice passaggio di San Carlo, il “sasso del diavolo” fermato dalla Madonna, retaggio di leggende diffuse nel popolo.
Nella festosa celebrazione eucaristica il canto gregoriano e la comune preghiera hanno unito le monache ai pellegrini. Nella sua omelia mons. Sandro Vitalini, che ha presieduto la messa, ha evidenziato l’aspetto del servizio, della diaconia, ricordando l’importanza per noi cattolici di AC di essere sempre in prima fila nelle opere missionarie, nei servizi ai più poveri, ai bisognosi. Non siamo operatori sociali, ma cristiani toccati dall’amore di Cristo che si mettono
in moto in nome di questo amore.
Dopo il pranzo al sacco nel cortile del Monastero, abbiamo incontrato la Madre Superiora e un’altra monaca nella sala della foresteria. Questo intenso momento di dialogo è iniziato con il ricordo delle due monache del loro cammino vocazionale nato proprio in seno all’AC ed è proseguito con loro domande sull’AC di oggi e nostre domande sulla loro vita quotidiana. Siamo rimasti colpiti dall’organizzazione della loro vita, scandita da precisi momenti di preghiera, lavoro e riposo: che testimonianza, per noi sempre indaffarati che facciamo fatica a dedicare spazio alla preghiera! Abbiamo sentito la grande comunione che ci lega: la clausura è apertura al cuore del mondo, non chiusura. Ci siamo accorti che siamo tutti insieme in cammino e in unione, ognuno seguendo la propria vocazione, per la comune santificazione. Con il loro lavoro, con la loro preghiera, le monache offrono tutto incessantemente al Signore, non dimentichiamo questi tesori della grazia! Il nostro stato laicale ci pone direttamente “nel mondo” ma è bello e importante sentire il sostegno delle comunità religiose che ci sono molto più vicine di quello che pensiamo: nelle fatiche e nello stress della nostra vita le monache ci richiamano a mai perdere la dimensione della contemplazione, che è vivere ogni istante nella presenza del Signore.
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Incontro al Monte Tamaro per Giovani e Famiglie con il Vescovo Piergiacomo (16 settembre 2006)
Incontro coi giovani e mons. Vescovo sul monte Tamaro
Eravamo tutti pronti, i figli erano scatenati.. domani andiamo sulla cabinovia!!! Ebbene no.. il tempo ci ha giocato uno scherzetto e così l'incontro non ha potuto essere essere sull'Alpe Foppa.
Ci siamo allora trovati alla chiesa parrocchiale di Rivera, la gioia d'incontrarsi è stata comunque molta.. tutti lì, riuniti attorno al nostro Vescovo per vivere la gioa della Santa Messa e per sentire cosa aveva da dirci.
È in questo modo che ci ricarichiamo e riscopriamo l'importanza del vivere la Chiesa! Grazie alla pastorale Giovanile e a tutti quelli che hanno reso possibile questo incontro!
PS: L'ANNO PROSSIMO ASPETTIAMO PURE TE CHE STAI LEGGENDO!!!!
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Santa Messa e Cena con il Cardinale Carles (1 ottobre 2006)
La serata si è svolta bene.. una trentina i partecipanti, per lo più giovani e famiglie. In pratica quelli che il Cardinale hanno cominciato a conoscerlo e ad apprezzarlo come caro amico della nostra realtà. Prima la santa messa che si è svolta nella semplicità, con un programma pensato appositamente per i bambini e poi la cena. Una cena frugale, a base di pasta in piatti di plastica.
Una cosa da notare: la semplicità con cui il Cardinale Carles ha accettato il nostro semplice invito. Uno fra di noi.. ci ha dato una grande lezione di semplicità e umiltà in cui tutti siamo discepoli e fratelli nel Signore. Grazie Cardinale!
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Assemblea ordinaria dell'Azione Cattolica (7 ottobre 2006)
Nel complesso una giornata da segnare come un evento positivo, se si tiene conto del carattere puramente associativo della cosa. Non sono stati molti i partecipanti e quelli che c’erano erano per lo più persone anziane, ma è stato bello vedere l’interesse e la voglia di incontrarsi in ognuno dei partecipanti.
Le tre fasce di AC, giovani e giovanissimi, adulti e famiglie hanno fatto un bilancio e gettato uno sguardo al futuro, presentando cosa è stato fatto nell’anno trascorso e cosa si ha come obiettivo per quello appena cominciato.
Stupenda l’accoglienza che ci ha riservato la parrocchia di Balerna, di cui eravamo ospiti. Bello il posto che ha permesso a tutti noi di trovarci a nostro agio.
Da notare anche la gradita visita di Don Ernesto Storelli in rappresentanza della curia vescovile. Una vicinanza molto cara a tutta l’Azione Cattolica.
Dopo la parte assembleare ci si è riuniti per una veloce merenda prima del rosario e della santa messa celebrata con la comunità
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Incontro per le famiglie con Don Willy Volonté a Pregassona: maternità e paternità responsabili
(15 ottobre 2006)
« Nessuno ci aveva mai detto queste cose ! », questa una delle prime reazioni di stupore al termine dell’intensa mattinata del ritiro di formazione sul tema Paternità-maternità responsabile tenutosi a Lucino nel mese di ottobre. In un clima d’ascolto molto interessato e partecipe, don Willy Volontè, che ormai ci segue da un paio d’anni, ci ha esposto la dottrina della Chiesa su questo tema, oggi oltremodo attuale. Infatti nella società attuale si può notare uno sgretolamento del progetto familiare e l’affermarsi crescente dell’individualismo e dell’edonismo. Anche nella cultura occidentale si sono sviluppate nuove concezioni antropologiche (chi è l’uomo, la sua origine, il suo destino, perché esiste) ed etiche (cosa è giusto fare, cosa è possibile, come si deve agire); la libertà coincide con l’arbitrarietà (sono libero se posso fare ciò che voglio) e si ritiene che non esista la verità, ma ve ne siano molteplici, da cui deriva un concetto di tolleranza alquanto fragile e pericoloso secondo cui va bene tutto o, per non nuocersi a vicenda, mettiamo a tacere alcuni argomenti causa di diverbi.
Ne consegue che alcuni fattori che fino a qualche generazione or sono erano giudicati costitutivi della famiglia, oggi hanno meno rilevanza. La naturalità della monogamia, l’inscindibilità dell’affettività sessuale dalla procreazione, il valore dei legami di sangue, la stabilità dell’unione matrimoniale ecc. sono elementi della morale cattolica inerente al matrimonio che oggi vengono messi in discussione. Occorre segnalare che la morale cattolica è messa attualmente in discussione in modo globale e sistematico, non solo dall’esterno (altre religioni, atei, sette, da correnti di pensiero laicista,…), ma anche da coloro che si definiscono cattolici, per cui dall’interno stesso.
Si notano quindi la diffusione e l’accettazione (quindi si ritengono “normali”) forme di vita alternative alla famiglia tradizionale, vale a dire famiglie monoparentali o ricomposte, concubinato, fino a coppie di omosessuali. Secondo il pensiero che si è affermato in questi decenni l’unione tra due persone sussiste, ha senso d’esistere e può essere riconosciuta giuridicamente in base all’intensità del sentimento che le lega. Tutto ruota attorno all’affettività, e quando questa entra in crisi è motivata la separazione, oppure quando si scopre che il sentimento è più intenso con un’altra persona è motivato il tradimento.
Ecco perché, come si diceva all’inizio, non vi è più un progetto familiare fondato sulla fedeltà reciproca, sull’unione stabile e duratura, sulla fecondità e sull’educazione dei figli. La famiglia è in profonda crisi, perché la persona stessa è in crisi, fragile, senza punti d’appoggio né orizzonte, sbatacchiata fra proposte e pressioni. Come più volte ribadito dal Papa e sottolineato dal Vescovo, scrivendo la lettera pastorale “Non hanno più vino” proprio sulla famiglia, a cui è dedicato quest’anno, occorre ricominciare dalla famiglia, dal cuore della famiglia, che sono i coniugi.
La Chiesa getta sull’unione coniugale una nuova luce grazie all’Enciclica Humanae Vitae scritta nel 1968 (anno della contestazione) da Papa Paolo VI. Punto centrale dell’Enciclica è l’affermazione dell’inscindibilità del significato unitivo e procreativo dell’atto coniugale. Vale a dire nell’atto coniugale gli sposi si comunicano il loro amore donandosi reciprocamente, quindi accrescono nell’unione sponsale e allo stesso tempo, proprio perché l’amore è diffusivo per natura, sono fecondi e il loro amore può dar vita ad un nuovo corpo, quello del figlio. I due aspetti, unitivo e generativo, sono inseparabili, sono due finalità coessenziali dell’atto coniugale.
Una parola chiave, quindi, è dono. L’atto coniugale è l’apice dell’unione, poiché l’uno dona all’altro la propria persona. Immagine del dono di Cristo sulla croce, Egli ha donato tutta la sua persona, corpo e sangue. Si è arrivati addirittura a parlare di “teologia dell’atto coniugale”. Si comprende quindi perché questo momento di unione profonda dovrebbe dar forma a tutta la relazione, tutta la settimana è da vivere nella dimensione di quel dono. Tale dono, poi, è completo solo se non se ne toglie neppure un fattore, quindi è completo se è aperto alla vita, se può diffondersi nel dono di un’altra creatura. Paternità e maternità responsabile significa appunto che l’uomo e la donna rispondono del fatto che l’altro è dono e che il figlio che nasce dal dono reciproco è lui stesso dono. Altrimenti si frappongono degli ostacoli alla logica dell’apertura al dono che connota la vita. Si apre qui il delicato tema su quando è morale chiudersi momentaneamente o definitivamente al dono di un’altra vita. A questa domanda non esiste una risposta unica per tutti, ma occorre riflettere sulla singola coppia nella situazione precisa in cui si trova, con l’aiuto di un sacerdote o di fratelli più grandi nella fede, affinché la coppia stessa si formi una coscienza e sappia rispondere della scelta compiuta davanti a Dio. Occorre sottolineare che non è il metodo di regolazione della fertilità scelto a far sì che una decisione sia morale o no. In altre parole non è la scelta del metodo naturale a mettere in pace la coscienza. Infatti per chi conosce e sa usare bene questo metodo, esso si può paragonare, in quanto agli esiti, ad un metodo anticoncezionale artificiale. Ciò che va rispettato e che va a fondamento della norma della Chiesa non è il processo naturale della fecondità, non sono i rapporti “Bio”, ma la verità che l’atto coniugale esprime, cioè che è integra donazione interpersonale, aperta alla vita. I metodi naturali rispettano questo perché sono solo uno strumento conoscitivo della persona, dei suoi ritmi biologici, e chiedono alla coppia di rispondere ogni volta alla domanda di vita che l’atto coniugale pone. Questo favorisce la conoscenza reciproca, la comprensione, l’intimità del dialogo, il rispetto, la rinuncia del proprio egoismo, quindi porta alla maturazione delle persone ed ad una più profonda unione nella coppia. È nato quindi il desiderio di approfondire maggiormente la nostra conoscenza di questi metodi grazie all’aiuto di una specialista e speriamo poterlo realizzare in uno dei prossimi incontri.
Dopo una mattinata caratterizzata da contenuti così densi ed appassionanti, sono nate molte domande e riflessioni a cui Don Willy ha risposto nel pomeriggio. Ma l’interesse è stato tale che anche durante il pranzo, in cui ognuno ha offerto e assaporato specialità caserecce, il discorso è continuato a piccoli gruppi. Chi ha raccontato le proprie esperienze con le lacrime agli occhi, chi ha esternato proprie difficoltà o dubbi, chi ha condiviso paure o speranze, chi ha chiesto un consiglio o un parere. Molto significativo che sia sorta la necessità di riunire tutti i gruppi e le associazioni, almeno della Diocesi, che si occupano della famiglia, al fine di conoscersi vicendevolmente e, sarebbe bellissimo, coordinare l’impegno a suo favore.
Nel corso della giornata anche i bambini hanno potuto riflettere sulla famiglia con l’aiuto di alcuni giovani che già da tempo si prendono cura dei nostri bimbi. Hanno raccontato perché la mamma e il papà e i fratelli sono così importanti ed hanno scritto alcune preghiere, che hanno letto durante la Santa Messa, celebrata da Don Carmelo. Era davvero commovente vedere i nostri bambini stretti attorno all’altare nel momento della consacrazione. Desideriamo che l’Azione Cattolica continui ad essere una grande famiglia accogliente che li aiuti a conoscere Gesù e ad amarlo, che li accompagni nel loro cammino di crescita personale e cristiana.
Un altro dono della giornata è stata la lettera che Sua Santità ha inviato in risposta al biglietto augurale che i bambini con noi genitori e le coppie di sposi gli abbiamo inviato per la Santa Pasqua e per il suo compleanno. Egli benedice la nostra opera e ci sollecita proseguire nel cammino. Colgo quindi l’occasione per invitare nuovamente le famiglie e anche i fidanzati e i giovani che trovano interessanti i temi trattati, a partecipare, senza timore, saranno accolti con tanta gioia!
E per terminare nella gioia il ritiro, dopo la Messa, è avvenuta la premiazione del concorso di disegno in cui i bambini erano invitati a rappresentare un momento di vita “con i colori di Gesù”.I numerosi disegni pervenuti erano tanto belli da mettere in difficoltà la giuria, che ha dovuto persino elargire premi extra, per delle menzioni!
Un grande grazie a tutti coloro che hanno contribuito in vari modi, tutti diversi e preziosi, alla realizzazione di questo ritiro… e rinnoviamo l’invito per i prossimi!
By M. Elena
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Primo incontro serale sulla lettera pastorale: Non hanno più vino (14 novembre 2006)
Discreta la partecipazione e chiaro l’obiettivo dell’incontro: imparare a conoscere quello che abbiamo in mano e scoprire un metodo per presentarla alle parrocchie o ai gruppi di cui facciamo parte.
Luigi Maffezzoli a guidarci in questo viaggio alla scoperta della lettera.
Abbiamo fatto una prova pratica del metodo. Da pagina 76 a 79 abbiamo delle schede che ci permettono di entrare nella lettera, con domande a cui possiamo rispondere..
Nel nostro caso ci siamo soffermati sul punto tre: la distinzione uomo-donna. Una volta terminati gli interventi da parte dei partecipanti siamo andati a vedere come rispondeva il vescovo a queste domande.. e a vedere se la nostra e la sua risposta erano uguali. Interessante è stato il confronto. Il testo del vescovo ha poi suscitato nuovi interventi.
Ora l’appuntamento è per lunedì prossimo. Sua eccellenza sarà fra di noi e risponderà ai nostri quesiti! Leggiamo la lettera e facciamoci trovare preparati all’incontro. Con la volontà di approfondire maggiormente e di conoscere il pensiero del nostro pastore.
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Secondo incontro serale sulla lettera pastolale: Il Vescovo ce ne parla! (20 novembre 2006)
Buona la partecipazione alla serata in cui il Vescovo Piergiacomo ci ha parlato della sua lettera pastorale. Una lettera molto bella che non ha mancato di far discutere, anche per il piano pastorale annesso, in cui si invita alla riflessione attenta sulla nostra società in cui la famiglia non è più quella tradizionale solamente. Sempre più spesso la famiglia è ferita e sofferente e il nostro compito di cristiani è quello di essere attenti ed accoglienti verso queste realtà. Sono state molte le domande poste al nostro Vescovo che non si è sottratto a nessuna. Lo ringraziamo di cuore dalle pagine di questo nostro piccolo diario.
In seguito c'è stato il sempre graditissimo momento conviviale.. che altro non è che un momento di chiacchiere, bibite e torte!
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Veglia di avvento a Quinto (10 dicembre 2006)
In un bel pomeriggio, con Quinto appena spolverata dalla neve, ci siamo trovati per vivere la veglia di natale.
Per gli adulti era prevista l'adorazione, guidata dal parroco di Quinto Don Osvaldo. Alla meditazione di testi è stato alternato il silenzio, che ci è servito a tornare all'essenziale. Nel silenzio abbiamo lasciato spazio al Signore che ci parlava, abbiamo lasciato fuori i nostri problemi, per far entrare lui in noi.
Un momento particolare è stato pure organizzato a misura di bimbo! I bimbi si sono ritrovati in principio nella sala parrocchiale e sono stati invitati a colorare i personaggi del presepe. Ognuno con le sue capacità si è accostato a questo evento. Chi ha colorato benissimo come i ragazzi più grandi, assieme ai bimbi che per la prima volta si cimentavano nell'arte del disegno.. il risultato è stato bellissimo: lo potete ammirare nella chiesa di Quinto durante tutto il periodo d'avvento e natale.
Ma non ci si è limitati a colorare.. Maria Elena ha letto la storia della natività dal punto di vista del bue. Una storia bella e delicata.
Alla fine i bimbi, in processione, con le lanterne preparate da Wilma, si sono recati in chiesa e hanno portato con loro i loro capolavori che hanno in seguito unito in un presepe stupendo. Commentato in seguito anche da Don Osvaldo.
Non poteva mancare un momento insieme, con panettone e tutte le prelibatezze preparate dalle nostre famiglie della zona. Grazie di cuore per averci aiutato a iniziare il cammino verso il natale in modo così semplice, genuino e importante!!
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Secondo incontro con Don Willy Volonté a Rovio: maternità e paternità responsabili
(28 gennaio 2007)
A seguito della grandissima discussione generata con l'ultimo ritiro tenuto da Don Willy abbiamo deciso di continuare con questo tema. Erano molteplici le domande rimaste in sospeso. Il tema aveva fatto discutere moltissimo perfino noi famiglie cristiane che pensavamo già di essere molto sensibili e informate in questo ambito. Siamo rimaste spiazzate, confuse, piene di mille domande. Anche combattute. Con la sua esposizione precedente don Willy ha risvegliato le nostre coscienze su questo tema e ci ha riproposto il tema della maternità e paternità che non è solo essere fertili ma anche e sopratutto essere fecondi. Una differenza fondamentale. Ci ha sottoposto l'importanza dell'utilizzo dei metodi naturali rimanendo sempre aperti alla vita, perchè sennò anche l'utilizzo di tali metodi diventa contracettivo. Tanto "materiale" su cui riflettere..
Questo era lo scopo di questo incontro avvenuto a diversi mesi dal precedente. Via mail abbiamo fatto pervenire al nostro relatore le nostre domande e lui si è preso il tempo di risponderci. È stato un nuovo momento di scambio e riflessione.. ma forse ne servirebbero ancora molti altri. Grazie di cuore a Don Willy per queste opportunità.
Da segnalare la cornice in cui si è svolto questo incontro: siamo tornati, dopo un lungo periodo di assenza a casa Betania a Rovio, dove la comunità francescana ci ha accolti con amicizia e fraternità. I bimbi si sono trovati bene ed è stato veramente un bel ritorno a casa. Grazie anche a voi di esserci! Oh come è bello e gioioso stare insieme come fratelli.. così abbiamo cantato coi nostri bimbi tutti assieme.. ricordate? Alla prossima!!
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Vacanze di carnevale alla montanina (19-23 febbraio 2007)
Spiegare cosa sia la "Montanina" a chi non l'ha vissuta non è semplice. Si potrebbe descrivere come una casona... una sorta di casa colonia. Una casa di vacanza in cui con l'Azione Cattolica spesso ci troviamo per i ritiri. Ma questo è riduttivo. La Montanina è la nostra casa... se pensiamo a dei momenti belli per eccellenza noi pensiamo alla Montanina.
uno di questi momenti belli, sono le vacanze di carnevale.
Eccovi la testimonianza di una famiglia che le ha vissute:
Neve, sole, compagnia, riposo.
Queste sono le parole chiave che hanno caratterizzato la nostra settimana di vacanza dal 18 al 26 febbraio in val di Blenio in quel di Camperio, dove è situata la casa la Montanina.
In questo luogo da qualche anno vi è l’opportunità di stare insieme ad altre persone in buona compagnia alcuni giorni , anche grazie ad un prezzo accessibile alle famiglie.
Eravamo circa 40 adulti e 30 bambini, riempiendo così tutte le stanze disponibili. Domenica mattina abbiamo caricato l’auto con ogni genere di cosa che ci sarebbe servita: sci, scarponi, bob, passeggino, pattini,…e in fretta senza perdere tempo siamo saliti in auto pronti a vivere una nuova avventura in compagnia di Gesù.
Alla Montanina erano pronte ad attenderci le signore che ogni anno si privano del loro tempo e metterlo a disposizione per garantirci un buon soggiorno.
Il sole l’ha fatta da padrone quasi tutti i giorni; un po’ meno lo è stata la neve in quanto poca a causa del caldo, siamo comunque riusciti a fare delle simpatiche discese, intercalate da altre attività disponibili come: pattinaggio, piscina, …
La terza parola chiave: compagnia; quella che per prima ha reso la nostra settimana unica e bellissima. Diverse sono state le famiglie di azione cattolica che hanno condiviso queste giornate insieme a noi, è stata un’occasione preziosa di dialogo, scambi di opinioni sui figli e sulla società,…ciò che quando ci si vede per periodi più corti (ritiri) si fa davvero fatica a fare.
Inoltre hanno partecipato per la prima volta mamme con i loro figli, persone che hanno visto l’annuncio sul giornale, persone che abbiamo avuto occasione di conoscere ed apprezzare.
Che risate di giorno sulla neve!
E poi la sera si organizzavano momenti di svago: sono arrivati clown e artisti dal malcantone e dal luganese che ci hanno deliziato con la loro bravura, abbiamo giocato a tombola e il ricavato l’abbiamo devoluto a un’associazione che sostiene madri e bambini in difficoltà.
I bambini hanno imparato a conoscersi, a giocare insieme,hanno ascoltato delle storie, grazie anche al grande salone accogliente della casa.
Quarta parola: riposo alcune volte grazie a questi momenti di gruppo i genitori un po’ stanchi ne approfittavano per farsi un sonnellino..
Prima di ogni pasto si cantava una preghiera e un sacerdote è venuto a celebrare per noi la Santa messa.
Che dire davvero una bella vacanza all’insegna dell’amicizia!
Certo non sono mancati i momenti di fatica che subentrano anche nelle migliori famiglie: malati…ma tutto si è risolto.
Signore ti ringrazio per la preziosa settimana vissuta con la mia famiglia e gli amici ritrovati come quelli appena conosciuti.
Un grazie speciale alla cuoca, alle signore e a tutti coloro che hanno reso possibile questa vacanza.
Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati, che hanno partecipato con gioia e se Dio vorrà all’anno prossimo!
Pace e Bene
Simona Milani
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Ritiro sui 5 linguaggi dell'amore con Dante Balbo alla Montanina (21-22 aprile 2007)
Rispetto agli incontri di un giorno solamente quello del ritiro è volutamente più "pratico". In questo caso lo spunto del tema l'avevamo preso da un libro che si intitola appunto "I 5 linguaggi dell'amore", in cui l'autore parla di come nella stessa coppia si parlino due lingue diverse e questo renda difficile comprendersi. Ci ha accompagnato in questo ritiro Dante Balbo, nostro amico nonchè padre, sposo, psicologo e diacono permanente. Abbiamo fatto un percorso di 4 tappe partendo dall'importanza di imparare ad esprimere le nostre esigenze. Da qui al come fare ad ascoltare l'altro. Questo per quello che mi chiede, aldilà di ciò che mi dice.
La sera ci siamo poi ritrovati per un momento di adorazione in cappella, fra canti e momenti di silenzio abbiamo conosciuto il modo di amare di Cristo: Lui che ha dato la vita per noi. La capacità di amarsi attraverso il dono gratuito di sè.
Per concludere ci ha aiutati a comprendere come esprimere i nostri desideri al partner e quali "trappole" evitare. Come dicevo all'inizio un ritiro molto pratico, in fondo la famiglia è fatta di questo, di quotidianità, di scambi, di piccole cose.
Al ritiro c'erano 33 adulti e 25 bambini che dobbiamo ringraziare di vero cuore. L'ambiente è stato da subito molto bello! E perfino alla momentanea rottura della lavastoviglie non si è praticamente badato grazie alle bravissime e sempre disponibili amiche leventinesi. Ognuno si è impegnato e addoperato ad aiutare in quello che poteva ed è stato bello. C'è stato chi ha riordinato e apparecchiato e chi si è reso disponibile a suonare, chi ha aiutato nella gestione dei bimbi.. tutto questo nella semplicità e nella serenità. Grazie ancora!
Nel pomeriggio attendavamo con gioia Don Carmelo per poter festeggiare con lui il suo anniversario di ordinazione sacerdotale... ed è arrivato Don Cristian! Poco male.. è stata una bella messa, animata di canti e bambini vivaci! E poi tutti a casa, stanchi ma contenti! Alla prossima!
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1 maggio con i bambini a Stabio (1 maggio 2007)
Questa non è un'attività organizzata dalle famiglie, ma è un'attività organizzata dall'Azione cattolica per i bambini e aperta anche alle famiglie.. e alcuni di noi ci sono andati. E allora pensavamo che fosse giusto farvi una cronaca da dentro questa bellissima giornata. Una cronaca da mamme e papà immersi con i loro figli piccoli in un' "orda di barbari" di 400-500 bambini. Fa impressione vero? Eppure regnava un'armonia incredibile! Ma andiamo con ordine. Alle 9 ci siamo trovati con i nostri 3 bambini all'oratorio di Stabio.. pronti per la giornata. I gruppi arrivavano addirittura coi pulman guidati da sacerdoti, suore, catechisti,.. bellissimo da vedere!! Cartellino al collo con il logo della giornata: "Tutto quello che vi dirà" e pronti per entrare nella palestra che ci avrebbe accolti per l'inizio delle attività.
Abbiamo cominciato cantando e ballando, con scenette e con un clown.. un momento simpatico e divertente che è durato un'ora circa e poi c'è stata la messa. Durante la messa c'è stata la predica del vescovo e per l'offertorio è stato raccolto del materiale scolastico che verrà mandato in una missione per far studiare dei ragazzi. Finita la messa (che onestamente è stata lunghina) abbiamo fatto il pranzo al sacco.
Alle 14.00 si è cominciato il giocone che è durato tutto il pomeriggio.. siamo andati da postazione in postazione e i bimbi si sono divertiti un sacco.. due ore belle e spensierate in cui hanno preparato anche la merenda che poi ci siamo mangiati tutti assieme. Terminata la merenda siamo tornati a casa. Stanchi ma contenti. Ora sono tre anni che portiamo i nostri figli al primo di maggio e ogni anno ci chiedono di ritornare.. fatelo anche voi.. noi l'anno prossimo ci saremo!
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S. Messa e Adorazione sulla famiglia a Giubiasco (4 giugno 2007)
Chi non è venuto per me si è perso qualcosa di veramente bello e importante. Bello perchè Don Angelo ha fatto delle interessanti riflessioni legate alla famiglia, vicine a ciascuno di noi. Non importa che chi fosse presente fosse famiglia, che fosse giovane, che fosse anziano, separato o single. Noi ci trovavamo lì a pregare per la famiglia, per le famiglie, per tutte quelle che purtroppo si trovano in difficoltà. Affinché abbiano la fede e la forza di andare avanti in questo cammino; perchè gli sposi guardino a Gesù e lo tengano presente nella loro vita. La famiglia è la cellula base della nostra società e noi tutti dobbiamo prenderci a cuore tutte le famiglie.
L'incontro come detto è stato molto bello, purtroppo poco frequentato.
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Pick-nick (24 giugno 2007)
Ore 10 del mattino cielo grigio scuro.. stavamo già immaginando la fuga dal monte verità tra bimbi urlanti e coperte bagnate. Vabbè ci siamo detti, almeno ci abbiamo provato. Intanto andiamo a messa. Don Max ci ha accolti nella sua parrocchia e ha terminato la S. Messa augurandoci una giornata asciutta. Speriamo ci siamo detti fra noi.. sempre pensando alle alternative! Piccola visita di Ascona e poi tutti in macchina per salire sul Monte. I bimbi sono stati velocissimi a scegliere il loro luogo: i giochi. Noi sembravamo il popolo di Israele che si spostava a destra e a manca.. le donne valutavano il posto e gli uomini spostavano i sacchi... sistemavano il bivacco e di nuovo le donne cambiavano idea. E gli uomini rispostavano tutto. Alla fine ce l'abbiamo fatta, visto che la vita famigliare è fatta di dialogo Manuel ha deciso per tutti, sennò stavamo ancora lì a spostarci! Canto per benedire il cibo e nel nostro stile un pochino casinista, ma pieno di vita, la festa è ricominciata. È stata una bella giornata di amicizia. Abbiamo parlato e riso, giocato, fatto staffette e c'è stato perfino il tempo di un micro corso di ballo. La cosa forte è che la preghiera di Don Max è servita, le nuvole sono scomparse per incanto e ora siamo tutti abbrustoliti.. mica ci abbiamo pensato alla crema da sole!!!!
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